Ti racconto il mio parto… By Radha ✿

Ho fame e sgranocchio della verdura cruda, ma ad ogni morso mi rendo conto che non ho davvero voglia di mangiare. Riprendo a monitorare i tempi tra quelle che ormai riconosco come contrazioni: 5 minuti, 4 minuti e mezzo, poi 4 minuti. E il dolore è forte, diverso da ogni altro che abbia mai provato, monta come una marea e raggiunge picchi incredibili in cui mi sembra che anche respirare faccia tanto male.

Chiamiamo il ginecologo e gli descriviamo i miei sintomi: secondo lui sono in travaglio.
Raccolgo i pensieri e penso che forse è davvero giunto il momento, e se da una parte sono emozionata e impaziente dall’altra non vorrei mai abbandonare la tranquillità del mio letto.

Mi vesto con difficoltà.
Le contrazioni si susseguono a intervalli di tre minuti e sono dolorosissime, ad ognuna mi lascio andare e mi lamento, parlo, mi sfogo nel tentativo di farle pesare meno. Mi concentro sul respiro, ma è dura.

Raccolgo cellulare, chiavi e poche altre cose essenziali, saluto i mici e mi guardo intorno: questa, lo so, è l’ultima volta che esco di casa con il pancione.
Sono più o meno le 22.30 quando le porte scorrevoli del pronto soccorso ginecologico mi si spalancano davanti.

Piango, il dolore è indescrivibile e voglio solo che lo facciano smettere in qualche modo.
Un’infermiera che non conosco sta timbrando il cartellino d’uscita. Mi vede, mi si avvicina e prova a calmarmi, mi accarezza i capelli e mi aiuta a respirare, mi dice che devo essere forte perché presto conoscerò mia figlia.

La dottoressa di turno, giovane e dolce, mi visita… [SEGUE]

 

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