Ti racconto il mio parto… By Maria ✿

20 settembre 2020, il giorno della scadenza.
Io sono impaziente: è la mia prima figlia e non vedo l’ora di conoscerla.
Purtroppo però siamo in periodo Covid-19 e il reparto di maternità del nostro ospedale ha chiuso. Vengono effettuate solo visite, quindi come da nuovo protocollo, dovrò partorire in un altro ospedale, che ho già scelto alla 37esima settimana.

Ora sono di 40 e come mi è stato indicato devo recarmi presso l’ospedale scelto per un tracciato di controllo.
Quella mattina inizio a sentire delle contrazioni strane, mi tira la schiena nella parte bassa. Non ho dolore.

Alle 14 parto per il tracciato; mi accompagna mia mamma (per scongiurare la nausea guido io)e  dopo un’oretta di macchina e 1000 metri di dislivello, arrivo in ospedale.
Qui il tracciato rileva delle contrazioni forti e durante la visita decidono di effettuare lo scollamento delle membrane e mandarmi a casa, dicendomi che partorirò il giorno dopo e avrò tutto il tempo di tornare.

Riparto, ma nel dubbio decido di andare da mia mamma. Sono in ansia, tornando verso casa troviamo un incidente che blocca una delle due vie per tornare verso l’ospedale e sull’altra c’è una colonna lunghissima (è domenica ed abito in una località turistica) come farò a tornare giù?

Verso le 16.40 presa dall’agitazione chiamo il reparto del nostro ospedale dove le ostetriche posso rispondere al telefono. Spiego il tutto all’ostetrica di turno e le dico che le contrazioni iniziano a fare un po’ male. Mi dice di stare tranquilla può essere stato lo scollamento e il viaggio in macchina ma dalla voce non le sembro in travaglio.

Alle 17. 10 mia mamma la richiama; sono inginocchiata in salotto che [SEGUE]

 

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