Ti racconto il mio parto… By Giuman ✿

nuova nascita
Si avvicina il giorno del tuo primo compleanno e tutti i ricordi e le emozioni ritornano alla mente più forti che mai.

 

Prima di raccontare la tua nascita, vado indietro di circa 8 mesi.

Era il 27 maggio, e quei sintomi mi sembravano familiari.
Decisi di aspettare l’indomani, il 28 maggio per fare il test, per scaramanzia, nello stesso giorno in cui lo avevo fatto, due anni prima, per la tua sorellina. Beh… quel giorno è proprio un bel giorno per noi, per la seconda volta il miracolo si ripete: test positivo e data presunta parto con differenza di un giorno con la tua sorellina.
La gravidanza scorre piuttosto regolare, tu sei in posizione dal sesto mese e cresci bene. Il 9 gennaio andiamo a fare una delle ultime visite dal ginecologo, nella quale dovrà dirmi gli ultimi controlli da fare e quando iniziare con i tracciati… ma lì, sorpresa delle sorprese: ti sei messa podalica.
Io ed il tuo papà non riusciamo a credere alle nostre orecchie! Meno di un mese prima eri in posizione perfetta.

Il ginecologo ci spiega che questo accade in casi rarissimi e solo se il feto ha molto liquido a disposizione e la madre è piuttosto alta… beh c’erano entrambe le caratteristiche.

 

 

Il ginecologo ci dice che le probabilità che tu ritorni in posizione sono dell’1-2% e quindi ci dà appuntamento l’indomani in ospedale per farti nascere con parto cesareo.
Io inizio a piangere… era una possibilità che non avevo proprio considerato, dopo il primo parto naturale.
Torno a casa ed inizio le mie ricerche su internet… a quanto pare ci sono dei metodi naturali per tentare di farti girare. Beh, io ci provo… cosa avevo da perdere?!

Passo l’intera notte in bianco… inizio a camminare a quattro zampe per il corridoio. Mi sdraio supina con tre cuscini sotto il sedere e resto così ferma immobile, accarezzando il pancione e chiedendoti di tornare in posizione. Il tuo papà mi prende per matta e mi chiede di dormire e che domani sarà un giorno importante perché ti conosceremo, ma io non mi sento ancora pronta e non nel modo prospettato.

 

Pian piano mi addormento e all’improvviso un tuo movimento mi sveglia di sobbalzo… sveglio, con le lacrime agli occhi, il tuo papà… e gli dico che ti sei rigirata di nuovo.

Lui nel sonno non da peso alle mie parole e continua a dormire, io mi alzo… ti accarezzo e mi rimetto a letto. Adesso posso dormire serena… lì dentro qualcosa è successo!

 

 

 

segue

 

 

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