Ti racconto il mio parto… By Consy ✿

 

Mi aiutano ad arrampicarmi sul letto, poggio le gambe sugli appositi braccioli e mio marito che si era messo prontamente davanti a me mi fa “amore vedo la testaaaaaa!!!!” e io “davverooooo? Ahhhh finalmente” Voleva dire che c’eravamo per davvero. Intanto mentre ostetrico e infermiere si preparavano lui si mette dietro di me e mi tiene la mano, ci guardiamo negli occhi e capiamo che ci siamo: che stiamo per conoscere il nostro piccolo amore.
Arriva l’ostetrico si siede davanti a me e mi dice “appena senti che arriva la contrazione prendi fiato più che puoi e spingi”, Ok, sono pronta, eccola sta per arrivare… prendo fiato… un grosso respiro e spingo, spingo forte… mi fermo… riprendo fiato e spingo ancora più forte con tutte le forze che mi erano rimaste.

 

Tiro fuori un urlo, l’ultimo… ed eccolo! Sento Andrea che è fuori e che sguscia via da dentro di me e subito dopo il suo primo gemito di pianto. Mio marito che mi dice “eccolo amore: lo senti…” io non riuscivo più a parlare ero senza più un briciolo di forza: piangevo e ridevo contemporaneamente. Sono esattamente le 00.05 di domenica 15 maggio (è voluto nascere di domenica come la sua mamma) gli hanno tagliato il cordone me lo hanno avvolto in un telo e me lo hanno messo sulla pancia: l’emozione più grande di tutta la mia vita, ancora mi commuovo ripensando a quel momento..era tutto rannicchiato come una pallina e caldo… mamma mia com’era caldo… e ha smesso subito di piangere appena lo hanno appoggiato su di me.

 

Pochi secondi e lo hanno preso per lavarlo e visitarlo, mi sento dire “signora è un bel bimbone il nostro Andrea kg 3.550!”.
Il mio tesoro si faceva lavare e vestire e già non piangeva più. Dopo avergli fatto tutto lo danno in braccio al papà perché a me stavano dando i punti… Mi metto nel letto e finalmente mio marito mi da Andrea in braccio… subito dopo si siede su una poltrona si porta una mano alla fronte ed esclama “sono distrutto!” alzo di scatto la testa dal cuscino e gli faccio: “ah tu? E che dovrei dire io!”.

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Siamo poi scoppiati a ridere entrambi! Nel frattempo piccolapulce, mi guarda, mi annusa e apre già la sua boccuccia a cercare il seno… glielo do e rimaniamo cosi.. stretti stretti l’uno all’altra sfiniti da quel lungo ma meraviglioso viaggio fatto insieme.
Da quel momento tutto è cambiato e nulla sarà più come prima, ma non c’è cosa più bella e gioiosa e fantastica che potesse capitarmi se non quella di fargli da madre.

 

 

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