Ti racconto il mio parto… By Consy ✿

Insomma ci avviamo io, mio marito e i miei genitori all’ospedale che è a 5 minuti da casa mia, passiamo dal pronto soccorso e mi portano in reparto su una barella, anche se io stavo benissimo e non avevo dolori, lo fanno nei casi di rottura delle acque per precauzione.
Avevano forse paura che lo perdessi per strada!

 

Li al reparto con mia grande gioia trovo l’ostetrico che avevo conosciuto nel corso della 2 visita guidata fatta durante il corso preparto e che mi era piaciuto tanto! Mi ispirava fiducia e tranquillità ed era uno di quegli ostetrici che ti fanno i massaggini durante il travaglio!
Mauro (questo è il suo nome)mi attacca al monitoraggio e ahimé pochissime e leggere contrazioni!
Mi visitano e sono sempre e solo dilatata di 2 cm , quindi mi assegnano la stanza e mi ricoverano in attesa di sviluppi che secondo loro si vedranno in mattinata (magari!).
A quel punto mio marito riaccompagna a casa i miei visto che le previsioni di attesa erano abbastanza lunghe e ritorna da me subito dopo.

 

Le ore trascorrono tranquille.
Io non ho dolori particolarmente forti e nel frattempo io e mio marito chiacchieriamo del più e del meno e del momento bellissimo che stiamo per vivere: siamo emozionati felici e impazienti. Verso le 10.30 del mattino iniziano a farsi sentire le contrazioni più forti cosi mi rifanno il monitoraggio e la visita e in effetti le contrazioni sono aumentate ma la dilatazione è sempre la stessa.
Mi rimandano in camera ad aspettare ancora, mannaggia! Da quel momento i dolori aumentano sempre più: la pancia si indurisce e piano piano viene su questo dolore che io accolgo felice perché vuol dire che si sta avvicinando il momento (almeno cosi credevo!).
Si fanno le 12.00 mi portano il pranzo e io riesco anche a mangiare qualcosa tra una contrazione e l’altra. Arriva l’ora delle visite e la mia famiglia passa a trovarmi; sono tutti impazienti ma tranquilli perché vedono che sto bene e serena, vanno via e rimaniamo di nuovo soli io e il socio. Durante il pomeriggio il dolore aumenta in maniera esponenziale.

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Le contrazioni sono vicine: ogni 5 minuti mi piegano in due… in effetti non sono più tanto contenta quando arriva il dolore…
Alle 15.00 mi riportano a fare ennesimo monitoraggio e visita stesso responso: contrazioni a 140 ma niente dilatazione.  Nel frattempo mi danno un antibiotico nella flebo per proteggere il bambino da eventuali infezioni avendo rotto le acque da ormai 12 ore… e così va a farsi benedire anche il mio desiderio di donare il cordone ombelicale! Incominciano a venirmi giù le prime lacrime: sono stanca non dormo da 2 giorni il dolore è diventato bello tosto e l’attesa mi sta snervando, sono esausta.
Si va avanti cosi fino alle 18.00 quando mi portano finalmente in sala travaglio (sì perché fino ad allora stavo travagliando in camera facendo sentire a tutti i passanti le mie imprecazioni specie verso mio marito ogni volta che non ascoltava quando gli dicevo qualcosa); ovviamente secondo loro situazione immutata, diamine ma io stavo sempre peggio! Com’era possibile che non fosse cambiato nulla!

 

Le visite si susseguono più ravvicinate e io inizio ad urlare dal dolore ogni volta che arriva la contrazione che ormai si distanziava di solo 2 minuti luna dall’altra. Non avevo mai provato nulla del genere e complice il fatto che ero in quello stato da troppe ore mi sentivo esausta; alle 22.30 monta di servizio un altro ostetrico che avevo visto in occasione della 1 visita guidata in reparto e che io e mio marito avevamo trovato simpaticissimo!
Alle 23.00 mi sento dire dall’ostetrico che mi aveva appena visitato “bene sei quasi pronta… quando senti il bisogno di spingere prendi un grosso respiro e spingi forte!” Non me lo sono fatta dire 2 volte! c’eravamo quasi!

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Redazione Mammole

La redazione è composta da professionisti e dalle mamme della più grande comunità web. Il progetto editoriale coniuga la promozione della salute maternoinfantile con l'orientamento naturale, consapevole e partecipativo.

One thought on “Ti racconto il mio parto… By Consy ✿

  • 29 Gennaio 2019 in 22:53
    Permalink

    Un racconto decisamente emozionante. Grazie di cuore 🙂

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