Maternage: le sue filosofie ✿

Può essere interessante e d’aiuto pensare al mondo animale e in particolare alle categorie di mammiferi coinvolte nel discorso; in particolar modo al rapporto dei :

  • nidiacei (quali volpi, conigli, lupi,..) ovvero i mammiferi che fanno la tana, i cui piccoli sono fisiologicamente preparati a stare soli coi fratelli per molte ore, il loro latte è estremamente carico e ricco proprio perché le poppate sono poche e diradate perché le mamme vanno a cibarsi.
    I cuccioli nascono spesso nudi e immaturi, perché la loro protezione viene dall’essere nascosti.
  • nidifughi (antilopi, cavalli, cerbiatti etc.) ovvero mammiferi senza tana i cui cuccioli nascono già pronti alla fuga, il loro latte è leggerissimo perché poppano spessissimo dalla madre non separandosi mai da lei. La loro difesa è la fuga con la madre.
  • portati ossia gli uomini, le scimmie, i primati, i koala, i canguri etc.
    Questo gruppo si divide in portati attivi e passivi.
    I passivi sono, per esempio, i canguri i quali, grazie al marsupio, non necessitano di nulla.

Gli uomini (come le scimmie) sono attivi: come il neonato dopo qualche tempo si attacca grazie al riflesso che ha, così  il genitore deve portarlo attivamente con le braccia.
Il latte dei portati non è adatto a poppate diradate perché non è così concentrato, è il cucciolo stesso a regolare il seno il cui latte è quasi sempre disponibile e quindi leggero e ben digeribile.
Il corpo dei portati è fatto per adattarsi a quello del genitore e ha il riflesso di attaccarsi e di piangere se si sente poco sostenuto o messo a terra lontano dalla madre o nel silenzio o a distanza.
In natura un cucciolo di portato in silenzio da solo e lontano dal corpo di un adulto non può sopravvivere.

Proprio per questi motivi non si deve considerare intrinsecamente malizioso il pianto o il bisogno di stare tra le braccia esternato dal bambino di pochi mesi: tale è, infatti, il suo bisogno.
Questi dettagli possono risultare molto utili ma la vera risorsa è già presente nell’essere umano.

Meglio di qualunque teoria è la diretta osservazione di un legame empatico tra mamma e bambino: quelle che sono etichettate come cattive abitudini si dimostrano semplici ed importanti esigenze che vengono abbandonate non appena acquisite nuove abilità e sicurezze.

Dando la priorità allo sviluppo delle competenze del bambino, si crea per  una dote (potremmo addirittura definirla una rendita), un bagaglio prezioso per la vita.

 

Marika Novaresio

 

Spunti tratti da Filosofie a confronto

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