Giocare libera la fantasia ✿

Sono proprio i miei figli che mi hanno suggerito l’idea di inventare un nuovo utilizzo, per un materiale che mio marito produceva per tutt’altri scopi: imitazioni di sassi realizzati in ceramica, in diversi colori, pensati per la decorazione di interni.

Ne giravano un po’ per casa e loro ovviamente se ne sono subito appropriati inventandosi cento nuovi giochi: costruzioni, colorazioni, mosaici… e chi più ne ha più ne metta.

Per questo adesso questi sassolini sono diventati anche Sassuolini (sono prodotti nel comprensorio ceramico di Sassuolo) un gioco semplice, che libera la fantasia.

Tutto questo per dire che i nostri figli non hanno bisogno (davvero non ce l’hanno!) dell’ultimo modello del personaggio del cartone della Pixar, o peggio ancora, dell’ultimo videogioco della Play; neanche i bambini più grandi ce l’hanno questo bisogno.

Il loro bisogno è quello di rilanciare la loro fantasia, a volte assopita dagli schemi, dalle mode, dalla tv, per poter crescere liberi e creativi.
Chiudo con un’altra piccola citazione che, nella mia visione dell’educazione, è stata una pietra miliare e che spero possa essere utile anche a voi.
“Quando un genitore, rispetto ai suoi figli, si fa la domanda ‘Che male c’è?’ ha già perso la battaglia.

La domanda ‘Che male c’è?’ nasconde una resa, suppone che tu arretri e fai venire avanti qualcosa d’altro a decidere di tuo figlio.
La domanda sull’educazione non è ‘Che male c’è?’; deve essere ‘Che bene c’è?’ tratto dal libro “Di padre in figlio” di Franco Nembrini.

 

Serena Scrobogna

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