TI RACCONTO IL MIO PARTO… BY Valentina ✿

Alle 21:00 mi hanno vistato e ho scoperto che la dilatazione era aumentata di un solo centimetro.
A quel punto sono caduta nello sconforto perché dopo 10 ore di dolore continuo non era ancora arrivato il momento e chissà quando sarebbe arrivato.
Avevo una paura terribile perché avrebbero dovuto fare una terza applicazione di gel e al solo pensiero dei dolori che avrei dovuto sopportare, ero pronta a rifiutarmi.
Ma per fortuna, vista l’intensità delle contrazioni, hanno deciso di non procedere con l’ulteriore stimolazione.
A questo punto su consiglio della ginecologa di turno mi sono seduta sulla palla e ho iniziato a saltare per agevolare la dilatazione del collo dell’utero.

Alle 22:00 circa è arrivato il mio angelo custode: l’ostetrica, che con la sua estrema professionalità, competenza ed esperienza è riuscita nel giro di un’ora a farmi entrare in travaglio attivo.
Prima ha cercato di regolarizzare le contrazioni, poi ha proceduto con lo scollamento delle membrane.
Quando le contrazioni sono diventate più regolari, tanta era la stanchezza che tra una contrazione e l’altra riuscivo, seppur per qualche secondo, ad addormentarmi mentre mio marito mi massaggiava la schiena.

Intorno a mezzanotte l’ostetrica mi ha visitato e per fortuna la dilatazione era di 8 cm, così ha deciso di rompere il sacco.
Da quel momento in poi quando arrivavano le contrazioni sentivo la necessità di spingere.
Prima ho iniziato in posizione supina sul lettino, mentre mio marito mi teneva la mano e mi aiutava a riportare la concentrazione sulla respirazione, fondamentale nella fase delle spinte.
Su quel lettino ormai era sparito qualunque tipo di pudore, tanto che l’ostetrica ha chiesto a mio marito se se la sentisse di vedere la testa di sua figlia.
Mio marito senza esitare un solo istante si è sporto e ha visto per primo i capelli scuri di nostra figlia.

Ero stanca, mi faceva male la schiena, le gambe mi tremavano in modo incontrollato e non riuscivo più a spingere in quella posizione, allora mio marito mi ha proposto di provare con gli squat come ci avevano consigliato al corso preparto.
Ebbene dopo alcuni squat l’ostetrica mi ha comunicato che era il momento di trasferirsi in sala parto.
A fatica mi sono sdraiata sul lettino, con mio marito alla mia destra che mi teneva la mano e mi accarezzava.
Era tutto pronto, mancano poche spinte e poi finalmente sarebbe nata la nostra bambina.

Era l’1:42 del 27 settembre 2019 quando alla terza spinta ti ho sentita scivolare fuori: una sensazione stranissima che mi ha fatto balzare a sedere sul lettino.
Dopo pochissimi istanti ho udito per la prima volta la tua voce che ha esordito con un dolcissimo pianto: Alice sei nata!!!
La seguivo con lo sguardo e chiedevo: “È tutto a posto? Sta bene? È femmina?”
Improvvisamente i dolori erano spariti e l’unica cosa di cui mi importava era conoscere la creatura che avevo custodito gelosamente nel mio grembo e che avevo appena messo al mondo.
Il papà è rimasto vicino ad Alice mentre le facevano i primi accertamenti.

Dopo pochi minuti e finalmente l’ho stretta tra le mie braccia. Era calda, umida, con i capelli appiccicati, l’espressione imbronciata come a voler dire: “Perché mi avete tirata fuori?”
Profumava di buono, profumava di amore. Il miracolo della vita si era compiuto.
Ero incredula. Per qualche istante si è attaccata al mio seno e ci hanno scattato una foto. Io ero stravolta ma felice.
Eravamo tutti e tre vicini e ho pensato: “In questo istante la vita è tutta qui.”

Valentina

 

 

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