Ti racconto il mio parto… By Martina ✿

È la mia seconda gravidanza, a due anni di distanza dalla prima e tutto procede bene. La prima gravidanza è terminata in un cesareo per cui mi informo dall’inizio per un VBAC.

 

Avevo l’enorme desiderio di farcela questa volta e vedere la mia bimba uscire da me.

Il primo bimbo l’ho potuto vedere solo dopo un paio d’ore dall’intervento e ne avevo risentito molto. Non volevo rivivere questa mancanza di contatto.

 

I mesi passano senza problemi.

Nonostante l’altro figlio mi tenesse molto impegnata, mi sentivo in gran forma.

Dpp 8 gennaio è il mio pensiero fisso era poter trascorrere le feste a casa con la mia famiglia. Non volevo anticipare.

 

Durante l’ultimo mese mi programmano un cesareo perché la furbetta decide di mettersi in posizione podalica.

Al controllo successivo però era girata correttamente allora mi fissano la normale presa in carico per iniziare i monitoraggi. Vado quindi in ospedale per la visita come da programma, ma ecco che si era rimessa podalica per cui mi fissano l’appuntamento per i controlli pre operatori.

 

Io prego affinché si rigiri ed un giorno avverto un movimento più brusco dei soliti.

Tiro fuori il mio angelo sound e trovo il battito in basso. Ero quindi sicuramente si fosse messa in posizione cefalica.

 

Il giorno dell’appuntamento mi reco prima a fare il prelievo e poi in ambulatorio per l’ultima ecografia ed ecco la bella sorpresa: si è rigirata!

Mi dicono che è pressoché impossibile visto le dimensioni che torni ad essere podalica quindi mi dicono di attendere serena l’avvio del travaglio perché potevo procedere con il vbac. Per fortuna la mia bimba decide di star bene dov’era quindi non solo riusciamo a trascorrere le feste a casa in famiglia, ma va anche oltre termine.

 

Poi una sera ero sul divano con mio marito e avverto qualche contrazione più dolorosa del solito.

Erano le 11 e decido di chiamare mia sorella affinché stesse con l’altro figlio che dormiva beato, ignaro di cosa stesse per succedere.

 

Ci prepariamo per andare in ospedale.

Arriviamo che è mezzanotte quindi tracciato e visita. Ci sono delle contrazioni ma sono ancora irregolari. Decidono di ricoverarmi, dato che mi avrebbero monitorata di più visto il pregresso cesareo. Mio marito si addormenta beato su una poltrona e io non voglio disturbarlo perché già so che la notte sarà lunga. Le contrazioni sono dolorose ma sopportabili.

 

Arrivano le 4 e sono dilatata di 4cm.

Decidono allora di trasferirmi in sala parto. Qui trovo una ostetrica fantastica. Mi controlla e mi propone la vasca. Il sollievo appena entro è immediato. Mio marito e l’ostetrica sono fantastici: mi massaggiano a ogni contrazione e mi tengono compagnia con chiacchiere tra una e l’altra. Purtroppo termina questo turno e io attendo una nuova visita e la nuova ostetrica.

 

La situazione purtroppo è immutata e io sono ormai stremata dal dolore e dalla stanchezza così mi praticano l’epidurale nella speranza che rilassandomi possa velocizzare il tutto. Purtroppo anche questa cosa non sortisce gli effetti voluti. Si avvicina un altro cambio turno e decidono che sono ormai troppe ore che sono lì senza sviluppi. Non si fidano a somministrarmi farmi come ossitocina per evitare eventuali complicanze per cui purtroppo resta come unica soluzione in altro cesareo.

 

Sono un po’ affranta, ma non vedo l’ora di abbracciare la mia bimba.

È tutto un altro intervento rispetto al primo, è più umano: mi spiegano tutto quello che succede ed appena nasce me la fanno subito vedere. È stupenda e ho gli occhi pieni di lacrime. Sta bene e io anche. La vestono e la riportano accanto a me. Vorrei non lasciarla andare mai, ma so che il papà è fuori ad attenderla con ansia.

 

Un’ora dopo eravamo tutti e tre in stanza insieme contentissimi.

Il fratello amava già tantissimo sua sorella.

Qualche giorno dopo a casa è iniziata una nuova avventura in 4 piena di gioie,stanchezza, gelosie e tanto amore.

 

 

 

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