Codice di Commercializzazione dei Sostituti Latte Materno ✿

Come si applica?
Dal punto di vista giuridico si tratta di un codice di comportamento, e pertanto è meno vincolante di un trattato o di una convenzione.
Il Codice contiene 11 articoli per un totale di 39 commi.
L’ultimo articolo del Codice impegna i governi ad assumersi la responsabilità della sua applicazione. Fino al 1997, 130 Paesi, tra cui l’Italia con il D.M. 500/94, avevano promulgato una legge nazionale ispirata al Codice. Sebbene tutti gli stati membri dell’OMS si siano impegnati a vigilare sull’applicazione, a tutt’oggi solo 27 paesi hanno leggi che rispecchiano il Codice nella sua interezza; molti altri, tra cui tutti i paesi dell’UE, hanno recepito solo alcune raccomandazioni; e il 35% dei paesi, tra cui gli USA, non hanno ancora fatto nulla.

Il Codice dovrebbe essere rispettato in tutto il mondo da parte dei produttori, dato che essi hanno partecipato alla sua stesura, accettandolo come standard minimo universale.
Secondo il Codice, in parte recepito dalla nostra legislazione, spetta ai governi fornire informazioni adeguate in merito all’allattamento e verificare che quelle diffuse dai servizi sanitari e sociali siano corrette.
Il Codice si applica a tutti i latti artificiali sia in polvere sia liquidi, sia le formule speciali che i cosiddetti “latti di proseguimento”, a tutti gli altri prodotti che possano in tutto o in parte sostituirsi al latte materno quando presentati come adatti a bambini di età inferiore a 6 mesi, ai biberon e le tettarelle.

Il Codice non vieta l’uso né la vendita di tali prodotti, ma PROIBISCE ogni tipo di pubblicità e promozione al pubblico tramite il rilascio di campioni gratuiti e contatti tra aziende produttrici e gestanti.
Inoltre il Codice vieta che i professionisti ricevano regali da parte dei produttori. Sono inoltre proibite le idealizzazioni tramite parole e immagini sulle confezioni e le asserzioni nutrizionali.
Per questi prodotti, il Codice RICHIEDE che le etichette siano scritte nelle lingue del Paese di distribuzione e riportino messaggi sulla superiorità dell’allattamento al seno e sui rischi dell’uso di surrogati. Tali messaggi devono comparire sul materiale educativo sull’alimentazione infantile.

Il Codice prevede che l’informazione per i professionisti sia basata su fatti concreti e scientifici e che sulle confezioni dei latti in polvere vengano riportate le norme per una corretta preparazione (secondo le direttive dell’OMS) ai fini di minimizzare il rischio infettivo.
Alcune delle norme del Codice riguardano l’alimentazione artificiale al fine di garantirne la maggiore sicurezza possibile.

Le violazioni del Codice [SEGUE]

 

Facebook Comments

994 Shares

4 thoughts on “Codice di Commercializzazione dei Sostituti Latte Materno ✿

  • 27 Luglio 2019 in 20:43
    Permalink

    Ho partorito due volte nel mio paese di nascita- in Polonia. Non ho ricevuto mail i campioncini con latte artificiale. Anche ospedale dava a disposizione alle mamme il tirallatte e le ostetriche nel caso dei problemi di allattamento. Adesso partorisco in Italia e spero di trovare lo stesso appoggio.

    Risposta
  • 2 Aprile 2017 in 16:14
    Permalink

    Buongiorno, ho partorito nel 2012 a Cittiglio (Va) e nel 2014 a Varese ed in entrambi i casi ho ricevuto una busta con depliant informativi per la cura del bimbo, dalle vitamine al latte artificiale…lo ricordo perché ho notato che a distanza di due anni la marca del latte cambiava!

    Risposta
  • Pingback: Violare il codice? Sembra la normalita’.. - Mammole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

994 Shares
Share via
Copy link
Powered by Social Snap