Ti racconto il mio parto… By Manumanu ✿

 

Con Andrea iniziamo a camminare per i corridoi, stavolta voglio essere più attiva e partecipe, la volta prima mi ero fissata con l’epidurale e la cosa non era andata bene, stavolta se naturale dev’essere dovrà esserlo totalmente!
Fino alle 10 le contrazioni sono sopportabilissime, riesco a camminare, parlare, respirare.
Alle 10, arriviamo a 7 cm di dilatazione, si va in sala parto.

 

Mi attaccano il monitoraggio che, essendo pre-cesarizzata, sara’ costante, ma per fortuna mi permette di muovermi, di cambiare posizione, spostarmi per la stanza.
Verso l’una del 7 novembre, inizio ad avere dei ripensamenti, dico ad Andrea di fare di tutto per convincerli a tagliarmi, che sono pentita delle scelta del travaglio di prova, ma per fortuna poi torna l’ostetrica.
Mi coccola, mi carica, mi dice che manca pochissimo, che siamo a 9 cm, e decidono di rompermi il sacco.

 

Con il sacco rotto le contrazioni aumentano violentemente e arriva la voglia, anzi la necessita’ estrema, incontenibile, di spingere e Marta cosa fa?
Mi dice di non spingere, quello, durato per fortuna un paio di minuti, è stato un momento difficile; come potevo non spingere, quando io ero la spinta, dovevo spingere, era necessario.
Poi mi da il via libera, siamo a 10 cm, mi fa mettere carponi sul lettino, mi spiega come fare perché con Gabri non sentivo la necessita’ di spingere, allora era l’ostetrica a dirmi quando, per via dell’epidurale… ma non stavolta…

 

Marta mi ha spiegato come respirare durante la spinta, tempo mezz’ora, più o meno 6 contrazioni ed ecco venire al mondo il nostro piccolo Davide.
Bello come il sole, senza il minimo segno di una qualsiasi sofferenza, il Papi taglia il cordone, mi appoggiano subito il piccolo sulla pancia, lo guardo, mi guarda: è il momento più bello della mia vita.
La sofferenza del travaglio è già dimenticata, sono appagata e fiera di me: ho creduto nel mio piccolino e in me, stavolta!
Insieme ce l’abbiamo fatta, alle 2,56 del 7 novembre, inizia ufficialmente la nostra vita a 4.

 

Il VBAC e’ una cosa possibile.
Basta solo non lasciarsi andare ai pensieri negativi, tra l’altro durante il travaglio attivo, la mente e’ da un’altra parte, non c’è il tempo per pensare, la natura che lo fa per noi.
Un grazie speciale al mio meraviglioso bimbo che mi ha aiutata e dato fiducia, al fratellone che è sempre il mio primo amore e al mio socio, grandioso come sempre, e che si e’ superato tagliando il cordone, cosa che, giurava, non avrebbe mai fatto.
E un grazie anche alla mia ginecologa che mi ha supportata nella scelta e a Marta che mi ha spinto nei momenti di crisi…
Ora stacco, vado dal mio cucciolo che mi reclama, lo adoro.

 

 

Disclaimer
I nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.
I racconti non possono essere pertanto riconducibili ad alcun luogo di nascita, pertanto la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto maternità, non lo identifica come un evento avvenuto in una specifica struttura.
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