Ti racconto il mio parto… By Luassina

 

Cambia il turno, arriva un’altra ostetrica, nel frattempo è passata anche la ginecologa responsabile del centro, felice di vedermi finalmente lì, sta con me un po’ anche se era passata solo per firmare delle carte, è domenica!
Alle 14.00 circa mi fanno uscire dalla vasca, non c’è progressione nella dilatazione, meglio uscire e provare a riattivare contrazioni efficaci per smuovere le cose… e comunque ero in vasca da un’ora e mezza buona. Il medico di guardia passa per sapere come vanno le cose, guarda l’orologio, l’ostetrica prende tempo, lui se ne va…
Mi metto su un lettino a carponi, continuo a sentir premere ma mi viene detto che il bimbo è ancora alto, e che c’è ancora del collo, non devo spingere; cambio posizione di continuo, l’ostetrica mi fa digito pressione per stimolare contrazioni più efficaci… una sorta di ossitocina naturale… le contrazioni sono quasi insopportabili, non riesco a trattenermi, ma non mi lascio intimorire, so che presto conoscerò il mio piccolo.
Ore 15.45, situazione sempre invariata purtroppo: sempre 7/8 cm, testa non impegnata, troppo alta, “respingente al dito”… arriva nuovamente il medico di guardia… mi visita, cerca di fare pressione sull’ostetrica che prende ancora un po’ di tempo ma mi dice anche con estrema franchezza che possiamo ormai fare solo un’ultimo tentativo, provare con lo sgabello olandese e la palla, vedere se la forza di gravità ci da una mano… è sconfortata un po’ anche lei per questo blocco della situazione ma vuole aiutarmi.

 

E andiamo di sgabello olandese, lei continua con la digito pressione e le contrazioni sono insopportabili, ho troppo mal di schiena così… allora torno sulla mia adorata palla, lì va meglio ma ora urlo, stritolo la mano a Fabrizio, continuo a respirare e a pregare il mio piccino di scendere in modo da mandare avanti il naturale processo… niente da fare… ore 16.30 sono ormai 4 ore e non ci sono variazioni; l’ostetrica stessa mi dice che non c’è più modo, l’unica sarebbe tentare con ossitocina ma non potendomela somministrare abbiamo davvero esaurito ogni possibilità ed il tempo ormai è troppo; mi rassegno, ok, era destino così…

 

Mi portano in sala operatoria, tremo tutto il tempo, estraggono il mio piccino alle 17.10 e lo portano subito dal papà che è fuori che attende… io li raggiungo alle 18, lui è li… meraviglia delle meraviglie, in braccio a Fabrizio che subito me lo consegna ed io lo attacco al seno… lui si attacca voracemente e la scintilla si accende subito… è mio!
L’epilogo non è stato quello che speravo, di vedere mio figlio uscire da me naturalmente, ma posso dire di aver avuto il travaglio che sognavo, senza troppe regole, senza fretta, un travaglio durato circa 12 ore… ho un’altra cicatrice ma questa la posso certo portare con fierezza, con un bellissimo ricordo di questo travaglio dolce… anche l’intervento lo è stato, mi erano tutti vicini.

 

Posso solo ringraziare le persone che mi hanno assistito perché hanno fatto tutto il possibile per aiutarmi e sostenermi e ringrazio me stessa per avere avuto il coraggio di provarci fino in fondo, con tutta me stessa e contro tutti.

 

 

RACCONTI

 

 

 

Storia tratta dai racconti delle mamme del Forum di Mammole

I dettagli sui nomi degli ospedali o dei professionisti vengono omessi dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.

 

 

 

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