Ti racconto il mio parto… By Guenda ✿

Ma ricomincio ad averle forti e mi viene da chiudere le gambe… Lei mi dice dolcemente di non farlo, di lasciar spazio al mio bambino… così mi rialzo, le 20 sono ormai passate e io vengo presa dallo sconforto. Mi ero fissata quel termine,quell’orario e invece sono ancora qui a soffrire.

 

Inizio ad avvertire il desiderio di spingere, esce qualche goccia di sangue ma le gambe non reggono più e ad ogni spinta tremano.
Ricordo le braccia del mio compagno che mi sorreggono… e i suoi piedi, perché spingendo guardavo giù,tra le nostre braccia e vedevo i suoi piedi in continuo movimento!
Verso le 23 fanno sedere lui su uno sgabello con la schiena contro il muro e io mi metto in ginocchio davanti… ho freddo e accendono una stufetta. Spingo forte, fortissimo; Lei la Mia Ostetrica è lì in ginocchio, sdraiata, carponi sotto di me che osserva e controlla, senza mai chiedermi di cambiare posizione per agevolarla.

 

C’è anche una stupenda puericultrice che mi lega i capelli e mi accarezza… accarezza anche il mio compagno, esausto e preoccupato.
Il mio bambino continua a fare su e giù con la spinta scende ma poi risale, io non vedo l’ora che esca, ho sonno… una stanchezza e un sonno mai provati prima. E’ mezzanotte, le luci sono soffuse e intorno a me solo le mie urla e la voce di lei che mi dice “bravissima Guenda, sei bravissima, spingi che ci siamo”… poi finalmente arriva il “vedo la testa… brava… adesso ferma e non spingere”.

 

Con l’uscita della testa si rompono le acque ricordo la sensazione di un palloncino che scoppia e un po’ di bruciore.
La puericultrice mi accarezza e rassicura mi dice che questo bimbo l’abbiamo fatto tutte insieme (tanto il tempo !!) La testa è lì, aspetto la prossima contrazione e spingo con tutte le mie forze… ancora una, due volte , ed eccolo.
È l’una di notte di mercoledì 11 maggio ed ecco il mio bambino. Lasciano che lo prenda io per prima,lo faccio passare tra le mie gambe e lo appoggio sul ventre, vorrei baciarlo ma mi dicono di non tirare perché abbiamo il cordone corto.
È bellissimo, piccolo, con mezza camicia… e piange.
Ancora non mi sembra vero,ancora non realizzo. Alzo gli occhi e bacio il mio compagno commosso. Lui taglia il cordone, prende il nostro Vinicio e va con lui e la puericultrice al nido, per la prima visita.

 

Io mi sdraio sul lettino, mi puliscono le gambe dal sangue e attendo quasi un ora prima dell’espulsione della placenta. Il sonno e la stanchezza sono magicamente passati, ho solo voglia di vedere il mio bambino, di guardarlo, allattarlo… conoscerlo.
Da lì in poi il nostro amore è cresciuto ogni giorno e continua a farlo ancora oggi.
Se vorrete vi racconterò anche gli altri due!

 

Guenda

 

 

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Una risposta a “Ti racconto il mio parto… By Guenda ✿”

  1. Sono a 35 settimane e inizia l’ansia per il parto! La paura più grande è quella di non trovare personale che mi aiuti in quei momenti che mi stia accanto, la fortuna che hai trovato tu è stata immensa secondo me… hai raccontato tutto in maniera chiara e significativa , mi hai commosso! Grazie dell’esperienza e spero con tutto il cuore che in ogni ospedale esistano angeli così che aiutano una giovane mamma a diventare tale! 😊 in bocca al lupo a te al tuo bambino e alla tua famiglia! Giorgia

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