Plagiocefalia: qual è l’opzione migliore? ✿

Se questo non avviene, si rende necessaria una terapia medica, che può essere la terapia del casco oppure il trattamento conservativo.
Tra le cause della plagiocefalia vi può anche essere un torcicollo congenito, per il quale il bambino ha la tendenza a girare sempre la testa da una parte.

Lo studio condotto dal medico Frank A. Victor, membro dell’American Society of Plastic Surgeons, (ASPS) insieme ad alcuni colleghi dell’ospedale infantile di Chicago, Ann and Robert H. Lurie, i cui risultati sono stati pubblicati sul sito internet wolterskluwerhealth.com, evidenzia come il trattamento conservativo è risultato efficace per il 77% dei bambini.

Dall’analisi dei casi pratici dei medici, su oltre quattromila e trecento bambini affetti da plagiocefalia, dovuta al fatto che il bimbo dorme sempre nella stessa posizione, è emerso che nella maggior parte dei casi il problema è stato risolto con il solo trattamento conservativo, che consiste in una serie di consulenze fornite ai genitori e terapie fisiche per correggere la postura del neonato.

L’alternativa alla terapia conservativa è la terapia del casco, che consiste nell’utilizzo di un elmetto ortopedico, molto morbido e soffice, in grado di correggere gradualmente il difetto riportando le ossa nella loro forma originale.
Nello studio svolto dal medico Frank A. Viktor, solo il 16% dei neonati ha avuto necessità di passare a questo tipo di terapia, per la mancanza di risultati soddisfacenti dalla terapia conservativa.

I fattori di rischio, per i quali può fallire il trattamento… [SEGUE] 

 

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11 thoughts on “Plagiocefalia: qual è l’opzione migliore? ✿

  • 16 Settembre 2021 in 22:57
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    Ciao a tutti !
    Mia figlia anche lei soffre di questo , e ha quasi undici mesi , a me sembra che il viso sia migliorato un po’ per non dwl tutto come dovrebbe essere , i terapisti mi dicono chee tutto apposto pero’ mia figlia continua nonostante tutto a tenera la testa leggermente piegata a sinistra, se qualcuno mi puo’ aiutare?

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  • 1 Novembre 2019 in 18:43
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    Salve, mio figlio è nato con una plagiocefalia da cefaloematoma. Ha 42 giorni, potreste consgliarmi un buon pediatra/fisiatra per intervenire il prima possibile. Il Pediatra ci aveva detto di attendere la regressione per un mese, ma si è solidificato e date le dimensioni non indifferenti vorremmo sentire il parere di un esperto per eventualmente porvi subito rimedio. Grazie

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  • 27 Aprile 2017 in 16:27
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    Buongiorno, io sono mamma di due gemelle, una di esse sin dalla nascita preferiva dormire con la testa rivolta sempre verso lo stesso lato, con la cinseguenza di una marcata plagiocefalia, il pediatra non si è accorto del problema, se non alla visita del terzo mese su mia segnalazione, io sono ricorsa spontaneamente all’osteopata e al cuscino correttivo, ora ha 9 mesi e la testolina si sta sistemando! Consiglio : osservate i vostri bimbi e intervenite da subito! Il problema non è solo estetico ma anche funzionale!

    Risposta
  • 16 Settembre 2016 in 15:05
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    Buongiorno! Vi parlo della mia esperienza.
    Intorno ai tre mesi di vita, il mio bambino ha iniziato a manifestare una marcata plagiocefalia posizionale posteriore destra, a causa della sua abitudine a dormire appoggiandosi sulla parte destra della testa. Dopo qualche tempo, precisamente al sesto mese (ho infatti sperato che regredisse spontaneamente, come mi era stato erroneamente riferito da alcuni pediatri) ho consultato un validissimo neurologo, che mi ha consigliato l’utilizzo del caschetto ortopedico (data l’età avanzata del bambino, infatti, il metodo c.d. conservativo non avrebbe più avuto molta efficacia). Inizialmente, sono stata molto indecisa se iniziare o meno la terapia; mio figlio avrebbe dovuto indossarlo, infatti, per sei mesi, per 20 ore al giorno (ci avvicinavamo, peraltro, all’estate). Ora, con il senno di poi, sono contentissima di aver deciso per il sì: la forma della testa del mio bimbo è tornata quasi completamente tonda. Ovviamente, ero ben consapevole, poiché mi era stato detto sin dall’inizio, che non avrebbe ripreso del tutto la forma originale: ma i risultati sono stati comunque ottimi! Ad ogni modo, se dovessi avere un altro bimbo, adotterei sin da subito, soprattutto durante il sonno, le accortezze di cui parla l’articolo.

    Risposta
    • 19 Settembre 2016 in 11:49
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      Buongiorno e grazie per la tua testimonianza! Certamente la scelta migliore è sempre quella di affidarsi ad un professionista qualificato che possa valutare l’opportunità o meno di un intervento. Un Caro saluto a te e al tuo piccolo!

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      • 29 Settembre 2017 in 21:17
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        Salve ma la plagiocefalia fino a che eta’ puo’ essere curata, cioe’ per un bimbo di cinque anni si puo’ fare ancora qualcosa? Grazie

        Risposta
  • 12 Gennaio 2016 in 17:50
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    Ciao Teresa,
    per quella che è la mia esperienza con mio figlio posso dirti che anche io avevo molti dubbi. Comunque avendo 6 mesi il bambino mi era stato sconsigliato sia il cuscino che il riposizionamento nel lettino perchè ormai era grande e si muoveva troppo. Alla fine ho deciso di tentare l’opzione dell’armonizzatore e devo dire che già dopo 1 mese il mio bimbo era notevolmente migliorato, al terzo mese era praticamente del tutto sparita la plagiocefalia 🙂 Quindi penso che molto dipenda dall’età: se ha già 5-6 meglio un armonizzatore fatto bene.

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    • 29 Marzo 2016 in 09:30
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      Ciao Sofia,
      Potrei sapere dove sei stata per l’armonizzazione?

      Risposta
  • 23 Dicembre 2015 in 11:24
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    La plagiocefalia sembra avere diverse forme e in base alla gravità si adotta una terapia piuttosto che un’altra (a volte si fanno diverse cose insieme). solitamente l’iter va dall’utilizzo del cuscino speciale, passando per le sedute con l’osteopata fino all’armonizzatore craniale, cioè il caschetto ortopedico che riduce il problema nei casi più seri. Quello che non ho ben capito è quali di queste terapie siano più consigliate in quali casi specifici.

    Risposta
    • 23 Dicembre 2015 in 11:31
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      Gentile Teresa, la ringraziamo per il suo contributo.
      Non è intento dell’articolo consigliare terapie specifiche per le quali rimandiamo alla valutazione clinica da parte di uno specialista.
      Un cordiale saluto

      Risposta

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