Plagiocefalia: qual è l’opzione migliore? ✿

gemelli

 

Secondo recenti studi il trattamento conservativo è risultato l’opzione migliore per la cura della plagiocefalia, ossia la deformazione del cranio del neonato dovuto alla postura assunta dal bambino.

 

Per i primi mesi dopo la nascita, infatti, le ossa del bambino sono ancora morbide, dato che diventeranno rigide procedendo con lo sviluppo, ed è quindi facile che queste si deformino a causa della posizione in cui si trova il neonato, in modo particolare le ossa del cranio, a causa del tempo che trascorre sdraiato.

Il fenomeno si è accentuato negli ultimi venti anni, a causa delle indicazioni dei medici a non far dormire il bambino di fianco o prono, per contrastare la SIDS.

Il risultato in questo senso è stato ottimo, tuttavia si è avuto un aumento dei casi di plagiocefalia. Il fenomeno è quindi molto comune, e spesso regredisce spontaneamente in quanto il bambino stesso crescendo, corregge la postura.

 

Se questo non avviene, si rende necessaria una terapia medica, che può essere la terapia del casco oppure il trattamento conservativo.

Tra le cause della plagiocefalia vi può anche essere un torcicollo congenito, per il quale il bambino ha la tendenza a girare sempre la testa da una parte.

Lo studio condotto dal medico Frank A. Victor, membro dell’American Society of Plastic Surgeons, (ASPS) insieme ad alcuni colleghi dell’ospedale infantile di Chicago, Ann and Robert H. Lurie, i cui risultati sono stati pubblicati sul sito internet wolterskluwerhealth.com, evidenzia come il trattamento conservativo è risultato efficace per il 77% dei bambini.

 

Dall’analisi dei casi pratici dei medici, su oltre quattromila e trecento bambini affetti da plagiocefalia, dovuta al fatto che il bimbo dorme sempre nella stessa posizione, è emerso che nella maggior parte dei casi il problema è stato risolto con il solo trattamento conservativo, che consiste in una serie di consulenze fornite ai genitori e terapie fisiche per correggere la postura del neonato.

L’alternativa alla terapia conservativa è la terapia del casco, che consiste nell’utilizzo di un elmetto ortopedico, molto morbido e soffice, in grado di correggere gradualmente il difetto riportando le ossa nella loro forma originale.

Nello studio svolto dal medico Frank A. Viktor, solo il 16% dei neonati ha avuto necessità di passare a questo tipo di terapia, per la mancanza di risultati soddisfacenti dalla terapia conservativa.

 

I fattori di rischio, per i quali può fallire il trattamento conservativo, sono stati individuati nella scarsa attenzione dei genitori al posizionamento della testa del bambino e ai consigli ricevuti da medici, nell’età avanzata del neonato al momento di intraprendere la terapia, nella gravità della deformazione e nella presenza di torcicollo congenito.

I risultati dello studio, concludono che entrambe le terapie sono risultate valide e che nulla preclude al passaggio alla terapia del casco, se il trattamento conservativo non dovesse risolvere il problema.

 

Il nostro consiglio è anche quello di osservare attentamente il bambino e le posture che assume in virtù delle modalità utilizzate per dormire, a come lo tiene in braccio (reggerlo non solo con il braccio dominante), approcciarsi simmetricamente quando gli si porge il cucchiaino per i pasti… insomma, occorre una maggiore consapevolezza sulla capacità dell’ambiente di plasmare, oltre alla mente anche i corpi.

A maggior ragione quelli “teneri” e in sviluppo dei neonati.

 

 

Fonte Bibliografica

Effectiveness of conservative therapy and helmet therapy for positional cranial deformation

 

 

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9 Risposte a “Plagiocefalia: qual è l’opzione migliore? ✿”

  1. Buongiorno, io sono mamma di due gemelle, una di esse sin dalla nascita preferiva dormire con la testa rivolta sempre verso lo stesso lato, con la cinseguenza di una marcata plagiocefalia, il pediatra non si è accorto del problema, se non alla visita del terzo mese su mia segnalazione, io sono ricorsa spontaneamente all’osteopata e al cuscino correttivo, ora ha 9 mesi e la testolina si sta sistemando! Consiglio : osservate i vostri bimbi e intervenite da subito! Il problema non è solo estetico ma anche funzionale!

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  2. Buongiorno! Vi parlo della mia esperienza.
    Intorno ai tre mesi di vita, il mio bambino ha iniziato a manifestare una marcata plagiocefalia posizionale posteriore destra, a causa della sua abitudine a dormire appoggiandosi sulla parte destra della testa. Dopo qualche tempo, precisamente al sesto mese (ho infatti sperato che regredisse spontaneamente, come mi era stato erroneamente riferito da alcuni pediatri) ho consultato un validissimo neurologo, che mi ha consigliato l’utilizzo del caschetto ortopedico (data l’età avanzata del bambino, infatti, il metodo c.d. conservativo non avrebbe più avuto molta efficacia). Inizialmente, sono stata molto indecisa se iniziare o meno la terapia; mio figlio avrebbe dovuto indossarlo, infatti, per sei mesi, per 20 ore al giorno (ci avvicinavamo, peraltro, all’estate). Ora, con il senno di poi, sono contentissima di aver deciso per il sì: la forma della testa del mio bimbo è tornata quasi completamente tonda. Ovviamente, ero ben consapevole, poiché mi era stato detto sin dall’inizio, che non avrebbe ripreso del tutto la forma originale: ma i risultati sono stati comunque ottimi! Ad ogni modo, se dovessi avere un altro bimbo, adotterei sin da subito, soprattutto durante il sonno, le accortezze di cui parla l’articolo.

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    • Redazione Mammole

      Buongiorno e grazie per la tua testimonianza! Certamente la scelta migliore è sempre quella di affidarsi ad un professionista qualificato che possa valutare l’opportunità o meno di un intervento. Un Caro saluto a te e al tuo piccolo!

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      • Raffaella

        Salve ma la plagiocefalia fino a che eta’ puo’ essere curata, cioe’ per un bimbo di cinque anni si puo’ fare ancora qualcosa? Grazie

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  3. Ciao Teresa,
    per quella che è la mia esperienza con mio figlio posso dirti che anche io avevo molti dubbi. Comunque avendo 6 mesi il bambino mi era stato sconsigliato sia il cuscino che il riposizionamento nel lettino perchè ormai era grande e si muoveva troppo. Alla fine ho deciso di tentare l’opzione dell’armonizzatore e devo dire che già dopo 1 mese il mio bimbo era notevolmente migliorato, al terzo mese era praticamente del tutto sparita la plagiocefalia 🙂 Quindi penso che molto dipenda dall’età: se ha già 5-6 meglio un armonizzatore fatto bene.

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  4. La plagiocefalia sembra avere diverse forme e in base alla gravità si adotta una terapia piuttosto che un’altra (a volte si fanno diverse cose insieme). solitamente l’iter va dall’utilizzo del cuscino speciale, passando per le sedute con l’osteopata fino all’armonizzatore craniale, cioè il caschetto ortopedico che riduce il problema nei casi più seri. Quello che non ho ben capito è quali di queste terapie siano più consigliate in quali casi specifici.

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    • Redazione Mammole

      Gentile Teresa, la ringraziamo per il suo contributo.
      Non è intento dell’articolo consigliare terapie specifiche per le quali rimandiamo alla valutazione clinica da parte di uno specialista.
      Un cordiale saluto

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