La musica prima di nascere: i bambini la ricordano ✿

Gli scienziati hanno evidenziato che il periodo migliore per influenzare, concretamente e positivamente, lo sviluppo celebrale inizia dalla ventisettesima settimana di gestazione e continua fino ai sei mesi, epoca in cui avviene l’evoluzione dell’udito, ed è proprio in questo lasso di tempo che la musica incentiva tale accrescimento.

Hanno inoltre informato che avevano già scoperto, tramite altre ricerche, che i feti erano in grado di acquisire parole di un discorso, ma che non erano giunti a scoprire per quanto tempo li memorizzassero. Grazie al recente studio sono giunti alla conclusione che i feti acquisiscono dati precocemente e che li conservano per molto tempo.

La nuova scoperta ha vanificato uno studio condotto dai ricercatori della The Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, secondo il quale il feto non sarebbe in grado di percepire chiaramente nessun rumore, questo perché nella placenta ci sarebbe una specie di isolamento acustico che glielo impedirebbe.

Le stesse mamme, coinvolte nel progetto, lo hanno avvalorato affermando che alla nascita i loro bebè riconoscevano la musica ascoltata durante il loro sviluppo fetale, aggiungendo che la melodia aveva avuto un effetto rilassante su di loro e che le note, fatte ascoltare attraverso la pancia, avevano ulteriormente intensificato il dialogo del tutto personale con il feto e, che dopo la nascita, era diventato ancora più solido.

Precedentemente a questo studio svedese , nel 2011, dopo accurate ricerche, si era scoperto che far ascoltare musica al feto, per tutto il periodo della gravidanza, rappresentava un valido modo per tranquillizzarlo, dopo la nascita, facendogli risentire semplicemente la stessa musica.

Prima ancora, nel 2003, alcuni medici avevano scoperto che il cuore del feto aumentava il suo battito ogni volta che percepiva la voce della madre e che traevano beneficio da un ambiente stimolante a vantaggio del loro ritmo di sviluppo. Ricerche sperimentali avevano rivelato solo che il feto era in grado di distingue i sapori fondamentali quali dolce, salato ed amaro e gli odori, tuttavia, partendo proprio da queste scoperte si resero conto che il feto aveva anche reazioni visive ed auditive.

Numerosi studi si sono sempre occupati di capire quanto lo sviluppo della personalità di un bambino possa essere influenzato già a partire dal concepimento e quanto il loro sviluppo linguistico risenta positivamente delle parole udite quando era ancora protetto nel pancione della madre.

Teorie, non dimostrate, hanno sempre sostenuto che far loro ascoltare musica classica, in particolare quella di Mozart, avesse un influsso positivo già sul feto, ma solo oggi, si è potuto finalmente dimostrare che far ascoltare musica in gravidanza ha il potere di verificare nel cervello la memoria a lungo termine e di sviluppare sia la capacità di apprendimento che di comunicazione.

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