Depressione post partum: una scoperta per i meccanismi ✿

Lo studio, infatti, ha dimostrato come nelle neomamme nelle quali i sintomi di depressione post-partum erano acclarati, nel cervello era presente una quantità decisamente elevata del suddetto enzima.
Questa scoperta risulta essere particolarmente importante per l’elaborazione di terapie mirate per la cura e la prevenzione della malattia.

La depressione post-partum non va però confusa con il baby blues, un leggero e transitorio disturbo che colpisce la neomamma nei primissimi giorni.
Anche questo è caratterizzato da variazioni dell’umore, nervosismo ed irritabilità, ma tende a scomparire molto presto.
Questo fenomeno è in parte riconducibile al radicale abbassamento del livello di ormoni estrogeni che si realizza al momento del parto.

Alcune neomamme, invece, subiscono degli episodi depressivi molto più gravi e duraturi e in questo caso si tratta di vera e propria patologia.
Quando i livelli di Momoammina ossidasi A sono molto elevati, i classici anti-depressivi non hanno riscontri positivi, come si è visto in moltissimi casi.
Questo si spiega in maniera molto semplice: l’anti-depressivo tradizionale va ad innalzare i livelli di serotonina, ma dato che l’enzima va a tagliare questa molecola, il farmaco non ottiene l’effetto sperato.

Al giorno d’oggi esistono già farmaci specifici che vanno ad inibire i livelli di Monoammina ossidasi A e, a seguito dei risvolti della ricerca, si potrebbe pensare di utilizzarli nella sperimentazione clinica per la cura della depressione post-partum.
Purtroppo, non è ancora possibile effettuare test chimici di diagnosi.

 

Fonte Bibliografica

Relationship of Monoamine Oxidase-A Distribution Volume to Postpartum Depression and Postpartum Crying

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3 thoughts on “Depressione post partum: una scoperta per i meccanismi ✿

  • 26 Dicembre 2017 in 11:12
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    Io non ho avuto depressione post partum ma dopo il parto sono cambiata molto in negativo,cioé sono piú nervosa “agressiva” litigo con mio marito ecc ovviamente non tutti i giorni ma rispetto a prima ho notato questo cambiamento. Ora la bimba ha 2 anni e la cosa continua.

    Risposta
    • 4 Giugno 2018 in 05:22
      Permalink

      Hai provato ad andare da uno psicologo? Magari anche uno di coppia. A volte si instaurano dei meccanismi sbagliati di comunicare che portano a tensioni sempre più difficili da accettare. Io ho fatto terapia prima di coppia e poi individuale e ho risolto molte problematiche.

      Risposta
  • Pingback: Depressione invernale "winter blues" - Mammole

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