Quanto costa il silenzio sulla violenza contro le donne? ✿

tristezza

La violenza sulle donne ha dei costi in termini morali per quante la subiscono, questo è ovvio. Ma costa ancora di più tacere, fatto meno scontato.

 

Con l’indagine ” Quanto costa il silenzio?” Promossa da Intervita si intende evidenziare che mantenere il silenzio su un fenomeno sociale così grave e diffuso, comporta dei costi elevati per tutti, in termini non solo morali ma anche economici.
Lo studio, curato da Giovanna Badalassi, Franca Garreffa e Giovanna Vingelli, ha un tono di denuncia e al contempo provocatorio: l’associazione che ne è promotrice ha inteso in questo modo adottare un approccio estremo per dimostrare che l’indifferenza ha dei cost molto alti anche per chi non è direttamente coinvolto in fatto di violenza . Tacere è un’inciviltà e a farne le spese è anche lo Stato e, di conseguenza, tutti i cittadini.

 

La ricerca è stata svolta basandosi sui dati disponibili più recenti ( fonte: ISTAT 2006) e associando all’esame dei dati delle interviste a donne vittime di violenza. L’assunto di base è che solo rilevando l’entità numerica di un fenomeno si sia in grado di intervenire e progettare degli investimenti per contenerlo
La stima dei costi ha portato a un risultato sorprendente: in Italia si spendono 16.719.540.330 euro a causa del silenzio sulla violenza alle donne.
Soldi che potrebbero essere spesi per investire in azioni di sensibilizzazione e informazione, oltre che di interventi a monte.

 

Ma come si arriva a una tale cifra?
Vi sono innanzitutto dei costi diretti: le spese mediche per curare le donne vittima di violenza (farmaci, personale medico e psicologi), i costi per la pubblica sicurezza che interviene in caso di episodi di violenza, le spese che molte donne devono sostenere per cambiare casa o addirittura città per sfuggire ai loro aguzzini, spese legali, ecc.
Vi sono poi dei costi meno evidenti: si pensi, ad esempio, ad un’azienda che deve far fronte all’improvvisa mancanza di personale.
Tra le spese indirette, inoltre, vanno compresi tutti quei fenomeni intangibili, di natura prevalentemente psicologica, causati dalla violenza sulle donne: l’impatto sui bambini, l’erosione del capitale sociale, la riduzione della qualità della vita. Certamente è più difficile quantificare questo tipo di danno, la cui stima è stata effettuata simulando il calcolo per il risarcimento del danno biologico.

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Nel trarre le conclusioni della ricerca, Intervita propone di cambiare atteggiamento: impiegare denaro per informare, sensibilizzare i cittadini, costruire una rete di collaborazione tra enti nazionali e locali, coinvolgere il terzo settore in azioni di prevenzione e contrasto della violenza, raccogliere dati sul fenomeno in maniera sistematica, trasformerebbe questi costi in investimenti.

 

 

 

Fonte Bibliografica

Documento di Intervita: Quanto costa il silenzio?

 

 

 

 

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Redazione Mammole

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