Stavo benissimo. Tant’è che mi dicono che se non progrediva mi rompevano il sacco. E anche lì a piangere…
La terza dose di induzione è stata la decisiva, da lì mi ha sempre seguito la mia ostetrica Mxxxx.
Mi ha mandato fuori dicendomi “sei di 4 cm,vai a fare una bella doccia calda e vedrai che saprai tu da sola quando è il momento di rientrare!”.
Così ho fatto. Un’ora e mezza sotto la doccia calda, era per l’unico modo per avere un po’ di sollievo. Avevo delle contrazioni lancinanti. Come pugnali nei reni.

Non volevo più uscire, ma mi sono rivestita e ho guardato quel corridoio lunghissimo che dovevo percorrere.
Volevo farlo tutto in una volta in modo da non avere una contrazione in mezzo alla gente.
Sono entrata in sala parto e ho subito ritrovato Marilena che mi ha sorriso.
Ero già di 8 cm e l’ostetrica mi ha sconsigliato l’epidurale.

Mi sono fidata. Alle 11 di sera hanno fatto entrare mio marito e alle 12:30 ho iniziato a spingere.
Purtroppo il mio bambino però era girato con il faccino verso l’alto, quindi ho dovuto spiegare per 2 ore e mezza.
Ero stanca. Sfinita.
Tra una contrazione e l’altra dormivo e sognavo fino alla successiva contrazione.
Non avevo più la forza di reggermi le gambe così due ostetriche me le tenevano e io mi aggrappavo alle maniglie del letto.
Ad un certo punto si sono messe i guanti e hanno preparato degli attrezzi.

Era il momento, una spinta, la più dolorosa.
Un bruciore fortissimo e un urlo che ha fatto girare dall’altra parte mio marito.
Era uscita la testolina. Le ostetriche dicevano che aveva dei grossi occhioni e lo salutavano.
Neanche il tempo di capire che arriva la seconda contrazione e sento come un’onda nella mia pancia e contemporaneamente un esserino che sgusciava via.

In quell’istante ho guardato mio marito che era commosso e subito quell’esserino mi è stato messo sulla pancia.
Era caldo umido impaurito.
Era il mio bambino, il mio Edoardo.
Siamo entrati in sala parto come una coppia e siamo usciti come una famiglia.

Lara

 

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I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente dalle mamme alla redazione – segreteria[at]mammole.it
La pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali. I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita preciso, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto nella specifica struttura.

 

 

 

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