Ti racconto il mio parto… by Milky ✿

Secondo figlio. Decidiamo di volerlo far nascere in un ospedale diverso da quello in cui è nata la prima, troppo grande e troppo affollato.

Così immagino questo evento speciale ed è così che sarà.
Volevo più di tutto provare quello che mi sembra ancora sia la via più giusta per nascere un bambino: il parto naturale, fisiologico.

 

Sabato sera ho avvertito alcuni leggeri fastidi, come quelli che arrivano prima del ciclo…ma poi con una lunga doccia mi sono passati e sono andata a dormire sorridendo.
Al risveglio ero tranquilla, ho fatto esercizi di yoga come quelli del corso, con mia figlia che mi girava intorno “facciamo il gatto insieme?” e la nonna si è trasferita a casa nostra. Avevo il cuore in pace perchè non volevo capitasse di dover partire nel cuore della notte senza aver nessuno che mi tenesse la bambina.

 

Alle quattro della domenica i dolori si fanno intensi e regolari e decido di partire con il mio compagno verso l’ospedale. Salutiamo la nostra cucciola spiegandole che andiamo a far nascere il suo fratellino e mi viene un nodo alla gola, speriamo vada tutto bene. Arriviamo in 45 minuti e le contrazioni si fermano come per magia non appena mi fanno il monitoraggio.

 

“Vai a casa” mi dice un’ostetrica bellissima e molto dolce. “Oppure fai un giro per il paese, cammina un po’ e torna quando le contrazioni sono regolari ogni 5 minuti”. Il mio compagno vuole tornare a casa in macchina ma io non ci penso nemmeno! Potrebbe nascere in quelle due ore di andata e ritorno. Prendiamo un gelato vicino all’ospedale e camminiamo…conto i minuti (3/1/10…) gli chiedo di parlarmi di qualcosa per distrarmi… lui parla di basket che mi fa tenerezza.

 

Neanche il tempo di fare il giro a piedi intorno all’ospedale che si rompono le acque! Sento un liquido caldo uscire e per fortuna avevo messo un’assorbente. Realizzo cosa sta succedendo e piango disperatamente mentre ci avviamo. Ho paura di sbagliare qualcosa, di rivivere i brutti ricordi del primo parto, ho paura che succeda qualcosa di brutto al mio bambino.Sono le 19 e saliamo con l’ascensore, io piegata sopra la valigia e due coppie che mi guardano impressionate.

 

L’ostetrica mi accoglie serena e lentamente mi mostra la sala parto, colorata e con la luce soffusa…ci lascia soli e quando mi vede soffrire mi mette una borsa dell’acqua calda sulla schiena e mi fa un the caldo zuccherato.

Mi aggrappo al mio compagno e lui mi sostiene. Sono le 21.30, entra un’altra ostetrica e chiede di potermi visitare, anche così, a carponi. Mi dice che posso spingere perchè vede la testa! Spingo ma non capisco il punto esatto dove devo spingere. Mi dice “spingi OLTRE il dolore, questo bambino vuole nascere adesso” e lo faccio, supero tutto e continuo a spingere mentre sento muoversi qualcosa, mi sento vibrare… è un suono metallico che sale da dentro… è la sua voce!

 

Lo sento ancor prima di uscire del tutto e io appena capisco cosa sta succedendo do l’ultima spinta fuori dalla contrazione lacerandomi un po’ ma non importa..ridiamo tutti, lui sguscia fuori veloce come un pesce e me lo mettono sulla pancia bagnato, sporco e con il cordone attaccato.

 

Poi spengono le luci e stiamo li, in silenzio, per due interminabili ore, le più belle. Si attacca al mio seno ma prima mi studia per bene con quegli occhioni scuri enormi. Il papà è commosso e non sa come prenderlo perché è spalmato sopra di me. Stiamo così, al buio, stanchi e sconvolti di gioia finché dopo due ore entrano ostetrica e infermiere per i controlli e il bagnetto, pesa 3.9 kg ed è lungo 52cm, esattamente come la sorellina.

 

Ogni parto è diverso, ogni bambino è diverso e quest’esperienza è stata pazzesca e tutta nuova. Usciamo dopo 3 giorni salutiamo quest’ospedale meraviglioso che mi ha regalato mille attenzioni che non immaginavo..e torniamo a casa con il nostro frugoletto, ora siamo in quattro!

 

Disclaimer

I dettagli sui nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita. I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente alla redazione segreteria[at]mammole.it e la pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali. I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita preciso, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto nella specifica struttura.

 

 

 

 

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