Ti racconto il mio parto… by Mamma Elisa ✿

Ecco il racconto del mio “inaspettato” parto!

E’ un lunedì di febbraio, di quelli umidi e grigi, tipici pordenonesi. Sono alla 31° settimana di gravidanza e il mio parto è previsto per metà aprile. Sto facendo ritorno a casa dopo essere stata ad uno degli appuntamenti previsti per le mamme in dolce attesa, al consultorio familiare. Quel giorno, come i precedenti, avverto fin dal mattino una sensazione strana, non so ben spiegare di che tipo. Al termine dell’incontro decido di passare al panificio e compro un trancio di pizza da mangiare a pranzo. Trancio di pizza che non arriverà mai a casa perché decido di spazzolarlo durante il tragitto!

 

Prendo l’auto al parcheggio e dopo pochi minuti di strada sono sotto casa. Proprio nell’istante in cui spengo l’auto sento una scarica caldissima scendere lungo le gambe. M’immobilizzo, penso: “oddio, cosa succede?”. Resto ferma, non riesco ad abbassare lo sguardo e non so cosa fare, poi mi decido ad aprire lo sportello e scendere dall’auto. Sono in piedi, inizio a tremare perché sento scorrere sempre di più. Mi decido ad abbassare lo sguardo e mi rendo conto che si tratta di sangue. Inizio ad essere seriamente spaventata. Temo che potrebbe accadere qualcosa di brutto al mio piccolino. Già ad inizio gravidanza ha superato un periodo complicato e non voglio che ora sia di nuovo in pericolo.

 

Mi avvicino alla porta di casa e prendo coscienza del fatto che devo subito chiamare qualcuno e raggiungere al più presto l’ospedale. Mio marito è a lavoro a Maniago, ci metterà un po’ di tempo ad arrivare, penso. E quindi decido di chiamare una mia amica che abita nelle vicinanze, con la speranza che abbia il turno libero da lavoro e mi risponda. Non la ringrazierò mai abbastanza per il suo ruolo provvidenziale in questa storia. Dopo neanche 10 minuti era da me e via in ospedale, che tra l’altro è anch’esso vicino casa, per fortuna.

 

Al pronto soccorso ginecologico trovo di turno la dott.ssa che segue la mia gravidanza. Mi tranquillizzo un po’, so che con lei sono in buone mani, e poi conosce il mio trascorso. L’ecografia evidenzia un distacco di placenta che richiede cesareo d’urgenza. Vengo tranquillizzata circa le condizioni di salute del piccolo ma c’è bisogno di farlo nascere e subito perché è in pericolo. Inoltre, vengo messa a conoscenza del fatto che potrebbe verificarsi un trasferimento alla neonatologia di Udine, se le condizioni del bambino lo richiedono. Io sono rintontita, confusa, spaventata, vorrei che ci fosse lì con me il papà del mio bimbo. Mi preparano subito per il cesareo e vengo portata in sala parto. A complicare la situazione ci si mette una pizza di troppo che avevo mangiato poco prima! Accipicchia, non potevo sapere che di lì a qualche ora avrei partorito! Superiamo anche questo “inghippo” e l’anestesista è pronta a procedere.

 

Sono tutti tanto carini con me; ricordo le carezze di quegli attimi, le parole di conforto. Pochi istanti prima della punturina vengo avvisata che mio marito, messo a conoscenza della vicenda, è arrivato in ospedale. Scoppio nuovamente in lacrime, perché vorrei stringergli la mano e dirgli che andrà tutto bene; so quanto sarà preoccupato in questo momento. Poi faccio un bel sospiro e penso al nostro piccolo; ce la farà, ne sono sicura!

 

L’intervento ha inizio e alle 14:06 viene alla luce il nostro cucciolo!!! Sento, e ricorderò per sempre, un suo gemito. Non ho modo di vederlo perché viene preparato per essere portato in neonatologia dove riceverà le cure necessarie. Tra l’altro, le sue condizioni sono stabili e quindi può rimanere a Pordenone senza essere trasferito altrove. Io lo vedrò solo l’indomani. Ma ad attenderlo fuori c’è il suo super papà!

 

Era il 13/02/2017 e nasceva Gabriele, un granchietto di 1490 grammi con tanta voglia di vivere.
Il ricordo più bello che potessimo portare con noi della cara Pordenone lasciata, ahimè, qualche mese fa.
Mamma Elisa

 

 

 

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