Ho la sensazione di dover spingere, ma l’ostetrica più anziana mi dice di non farlo, che è troppo presto, che avrei fatto male alla bimba.
Passano le ore, il mio compagno è lì con me da sabato mattina.

Chiedo all’una di notte l’epidurale ma le ostetriche temporeggiano, ho anche la flebo per il tampone positivo.
Stanca, dolorante, tra un urlo e l’altro trovo il mio ginecologo, che finito il turno era tornato per fare un cesareo.

Mi sale la febbre a 39.
A mezzogiorno passa un medico che mi dice che sono a otto centimetri che posso spingere ancora per tre ore.

Decidono finalmente di portarmi in sala parto… c’è un via e vai impressionante, quella notte otto donne in travaglio.
Comincio a spingere, sono dilatata di nove cm ma ancora niente. Chiedo aiuto e finalmente mi fanno un piccolo taglio, la dottoressa dice che al suo via di spingere forte che le avrebbe spinto un po sulla pancia.

Il mio compagno, sempre presente… SEGUE

 

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