TI RACCONTO IL MIO PARTO… BY Alexandra ✿

Il viaggio verso la mia piccola Sofia è cominciato venerdì, quando sono rimasta bloccata a letto per tutto il giorno. Sabato e domenica sono stati due giorni davvero pesanti per me, anche se ho passato una gravidanza a dire il vero tranquilla e senza nessuna complicazione. Febbre, mal di ossa, dolori dappertutto e tantissima stanchezza.

Domenica 14 ottobre ho deciso di farmi una doccia verso le 20:00 e poi uscire per fare una passeggiata insieme a dei nostri amici per un semplice gelato in centro.
Non mi aspettavo davvero nulla perché il termine era il 17 di ottobre, anche se sia l’ostetrica sia in ospedale mi avevano garantito che la bambina sarebbe potuto arrivare prima o dopo il termine.
Verso le 21:30 siamo usciti di casa e fin li tutto bene; al ritorno, dopo aver camminato per un bel po’ di strada, ho iniziato a sentire dei dolori fortissimi dentro la vagina, talmente persistenti e intensi, che mi sono dovuta fermare e ho iniziato a piangere dal nulla.

Arrivata a casa mi sono subito stessa sul letto e mi sono addormentata.
Alle 2:00 di notte ho iniziato ad avere dei dolori alla pancia abbastanza costanti e allo stesso tempo forti: erano le contrazioni!
La durata era di circa 5 minuti e mi sono ricordata cosa mi aveva detto l’ostetrica al corso di pre-parto: se fossero durate di più, avrei dovuto scappare subito al pronto soccorso.
Ho iniziato a camminare per tutta la casa avanti e indietro per far diminuire il dolore, ma non c’era niente da fare.
Mi sono rimessa a letto, ho svegliato il mio compagno. Mi ha risposto che mi avrebbe subito accompagnata al pronto soccorso: prendiamo la valigia e mi vesto con le prime cose che mi ritrovo davanti.

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L’ospedale dista circa 5 minuti da casa nostra e, arrivati, siamo entrati dalla guardia medica dove una carinissima infermiera mi ha accolto e portato di sopra in ginecologia.
Una volta arrivata, ho iniziato a spiegare tutto e loro mi hanno subito ospitato in una stanza tranquilla con un lettino molto strano.
Questa sala si chiama ‘’Travaglio’’.
Mi hanno monitorato per tutto il tempo, mi hanno visitato per vedere se ero o meno dilatata.
I dolori stavano diventando sempre di più e sempre più fastidiosi, le ore passavano e io soffrivo: non avevo mai provato fino a quel momento dei dolori così forti, che ti lasciano senza aria, che ti fanno tremare e piangere.
Il mio compagno mi è stato accanto sempre paziente e tranquillo mi chiedeva come stavo, ma io diventavo sempre più nervosa. Le avevo provate davvero tutte: doccia calda, palla, acqua, camminare avanti indietro, ma niente, i dolori non volevano andar via.

Alle ore 8:30 perdo il famoso tappo e chiamo subito l’ostetrica, che mi dice di stare tranquilla, che è tutto normale e che le cose stavano procedendo in modo ottimale.
Alle ore 9:00 rompo le acque mentre sto andando in bagno e da quel momento inizia la mia avventura verso di lei.
Ritorno sul letto e subito interviene una dottoressa molto carina e gentile, che mi dice che ci siamo, che avrei dovuto rilassarmi e spingere.
Il dolore era più forte di me, non riuscivo a fare niente, mi sentivo impedita e urlavo, urlavo, ma non succedeva niente.

“Ma quando esce? Non ne posso più! Basta!”
Dopo due belle spinte, alle ore 10:00, è nata Sofia.

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Non ci credevo ancora, non riuscivo a credere che finalmente, dopo sette ore di travaglio, in quella mattinata buia d’autunno fosse nata mia figlia. Ho avuto un bel parto, nessun punto, solo un po’ di difficoltà per far uscire la placenta. La dottoressa mi ha detto che la bambina aveva fatto tutto da sola: è stato un parto spontaneo, senza nessuna complicazione, ottimo! Il voto è stato 10 sia per me sia per lei.

 

Alexandra

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