Si dorme poco? Ecco l’omeopatia ✿

dolce dormire

A chi non è successo di svegliarsi nel cuore della notte tra pianti e urla del proprio bambino?

 

Passeggiare per ore su e giù per i corridoi di casa con il piccolo in braccio nel tentativo di tranquillizzarlo?
Nei primi mesi di vita di un bebè, le notti in bianco diventano la norma per la maggior parte dei genitori.
L’orario della sveglia al mattino, però, purtroppo non cambia mai!
Una buona e regolare qualità del riposo è fondamentale per il nostro stato psicofisico: la privazione del sonno è infatti una delle cause principali di irritabilità, calo dell’attenzione, mancanza di lucidità e difficoltà nella memorizzazione.

 

I medicinali omeopatici possono rappresentare un valido aiuto, secondo la dottoressa Daria Scienza, farmacista esperta in omeopatia diplomata alla Scuola Medica Bioterapica Italiana: “spesso mi vengono chiesti consigli relativi a questo disturbo, e secondo la mia esperienza in questi casi i medicinali omeopatici possono essere molto utili.
Quando l’insonnia è legata a un periodo di forte stress, consiglio prodotti omeopatici contenenti Abrus precatorius, Aconitum napellus, Belladonna, Calendula officinalis, Chelidonium majus, Viburnum opulus da associare la sera con 5 granuli di Arnica montana 9 CH, per favorire il sonno anche quando ci si sente talmente affaticati da non riuscire neppure a chiudere gli occhi!

 

Se invece l’insonnia è legata a un evento stressante specifico – continua la dottoressa Scienza – suggerisco Gelsemium 5 CH e Ignatia 5 CH, 5 granuli di ciascuno, al mattino prima di fare colazione e la sera prima di mettersi a letto, salvo aumentare le dosi se necessario”.
I medicinali omeopatici non solo possono rivelarsi una soluzione utile in caso di disturbi di questo genere, ma si dimostrano anche una soluzione adatta a tutti.

 

“Grazie alle alte diluizioni – spiega la dottoressa Scienza – i medicinali omeopatici sono generalmente privi di effetti collaterali e tossicità chimiche. Per questo sono adatti a tutti, dai bambini agli anziani, e possono essere utilizzati in tutta tranquillità anche in concomitanza con altre terapie farmacologiche”.
È importante, infine, fare molta attenzione alle proprie abitudini di vita e modificarle se è necessario, come ci ricorda la dottoressa Scienza: “se si desidera limitare al massimo gli improvvisi e frequenti risvegli notturni, è fondamentale rispettare il più possibile il proprio ritmo del sonno, magari alternandosi con il partner nelle levatacce notturne, evitando di andare a letto tardi quando non necessario, limitando il più possibile il consumo di caffè, the e alcolici”.

 

 

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