Senza Zaino: quando la scuola diventa una Comunità ✿

senza zaino scuola
Quando si parla di scuola si parla sempre anche dei compiti a casa, dei bambini che vanno e vengono con zaini più o meno pesanti in spalla ma anche del sogno, più o meno diffuso, di rendere la scuola un luogo di apprendimento che vada oltre i libri di testo.

 

Tutto questo e molto altro è realizzato da “Senza zaino, per una scuola comunità’, un progetto ideato nel 1998 ma che nasce ufficialmente nel 2002.
“Senza zaino”  ha rivoluzionato la metodologia della didattica ponendosi come modello di innovazione che segue un Approccio Globale del Curriculum e coinvolge novanta plessi scolastici di cinquanta istituti di molte regioni italiane (in particolare Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Veneto).

 

Il nome del progetto evidenzia l’importanza di strutturare la scuola come luogo ricco di strumenti didattici, sia tattili che digitali, tramite cui si sviluppa l’apprendimento, senza che lo scolaro abbia necessità di portare con sé, ogni mattina, i libri e il materiale che trova già in classe.
Ma “Senza zaino” non indica solo il gesto fisico che alleggerisce i bambini dal peso delle cartelle: indica anche la predisposizione ad imparare metodologie innovative strettamente collegate ai valori di responsabilità, ospitalità e comunità.

 

Le scuole che aderiscono al progetto, infatti, realizzano un insegnamento in aree ben organizzate con schedari, computer, giochi, materiale didattico di vario tipo, strumenti per disegnare, per creare, per registrare. Tutto questo fa sì che, oltre ad apprendere una serie di nozioni scolastiche e di metodologie creative, lo scolaro è portato a condividere idee e materiali, cooperando con i compagni di classe nella costruzione del proprio sapere.
Ecco che la responsabilizzazione dell’apprendimento porta ad una crescita comune da un lato e differenziata dall’altro, visto che con i lavori di gruppo è prevista la possibilità di sviluppare competenze diverse: grafica, logico-matematica, tecnica e così via a seconda dei progetti. Il tutto avviene, quindi, tramite un apprendimento attivo, stimolante e dinamico, con assemblee per la suddivisione dei compiti e organizzazione quotidiana del lavoro da svolgere. Lavoro che può essere effettuato con carta e penna, ma anche con tessuti, sabbia, ferro, materiali da riciclare.

 

Il tutto in un ambiente unico, che non vede una differenziazione di ruoli tra docente e scolari. Niente cattedra e banchetti, ma solo una sorta di “ufficio open space”, che evidenzia l’idea di comunità di lavoro, e che permette alle oltre cinquanta scuole d’Italia, di offrire a molti bambini, una scuola senza zaino.

Per approfondire: www.senzazaino.it

 

 

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