Il tempo generalmente trascorre rapido.
Una volta appurato il distacco, la mamma viene invitata ad effettuare una piccola spinta che permette alla placenta di discendere lungo il canale vaginale (trascinando con sé gli annessi fetali) e di essere partorita.

Durante il corso del secondamento, l’ostetrica è costantemente accanto alla donna, non la perde di vista, vigila su di lei in silenzio sfruttando lo sguardo critico che conoscenza, abilità ed esperienza le hanno donato.

A lei è affidato il compito di sorvegliare in autonomia il fisiologico evolversi di questo stadio e, qualora fosse necessario, di intervenire tempestivamente coinvolgendo il resto dell’equipe per salvaguardare la salute della donna assistita.

Infatti, il secondamento rappresenta per la mamma il periodo del parto più critico a causa delle sue possibili complicanze, la più frequente delle quali è una copiosa perdita ematica: questa, fisiologicamente accompagna il secondamento e, in un parto per la via vaginale, viene considerata normale entro i 500 ml.

Per tale motivo, allo scopo di evitare il verificarsi di complicanze prevenibili… [SEGUE]

 

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