L’ostetrico mi annuncia che tra poco andiamo in sala parto compila documenti e nel braccialetto, dopo un’occhiata all’orologio (erano le 23, 35) scrive la tua presunta data di nascita 16 NOVEMBRE… la nonna corre a prendere il sacco del cambio, la zia la macchina fotografica… e si va!
Là dentro sono servite solo tre spinte, e tu sei venuto subito fuori, bello come il sole…
ERANO LE 23,55! Per 5 minuti non hai voluto nascere il giorno del compleanno di zia, dispettoso come sei sempre!
La zia e la nonna hanno subito detto quanti peli avessi, ma io vedevo solo i tuoi occhietti vispi e il tuo silenzio nel momento in cui ti hanno appoggiato su di me e abbiamo incrociato lo sguardo e quasi avevo paura a toccarti, ammetto di essermi emozionata per un secondo, ma i troppi sentimenti mi hanno paralizzata!
Mentre ti portavano via, nessun dolore per il secondamento e con il cuore leggero, mentre il dottore mette i punti alla piccola lacerazione, mi lancio in un duetto con l’ostetrico che da una sera intonava canzoni anni ’60, riuscendo alla fine a coinvolgere anche il dottore divertito.
Ti rivedrò la mattina seguente e da quel momento siamo pappa e ciccia o burro e marmellata… IO E TE!
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