Ti racconto il mio parto… By Chiara ✿

 

Alessandro, un’emozione unica.

Il presunto termine era ormai passato da giorni, aspettavamo Alessandro per il 6 aprile, ma nulla: lui stava bene nel pancione di Mamma.
Una gravidanza perfetta, mai un disturbo e così fino all’ultimo: mai un piccolo segno di allerta… ai messaggini in cui mi si chiedevano news (che erano sempre più frequenti gli ultimi giorni oltre termine) era ormai automatica la risposta “tutto tace”.

Fino a martedì 12 aprile. In realtà un sesto senso, o forse più un “fattore ansia”, mi aveva colpita già il giorno prima: non avevo avvertito nessun movimento in giornata. Così, senza alcun altro segno di possibile pre-travaglio, ma molto preoccupata per assenza di movimenti, la sera io e mio marito ci siamo recati in Pronto Soccorso Ostetrico. Magicamente, una volta arrivati, Alessandro ha iniziato la sua seduta di “disco-music” nel pancione…
Quindi tornati a casa, eccoci al giorno seguente, martedì 12 aprile.

Per la prima volta inizio ad avvertire strani dolorini, sin dal mattino: piccoli crampi tipici da ciclo mestruale, che non mi danno tregua per tutto il giorno, e nel pomeriggio iniziano a farsi sempre più frequenti, regolari, sempre più vicini…
Dentro me un mix di sensazioni.. “aiuto, ci siamo! … Certo che se questi sono i dolori: molto meglio di ciò che mi aspettavo… ma saranno questi? Che facciamo?!”

Ho atteso con questi dubbi fino la sera alle 22, quando una volta intensificata la frequenza di questi crampi, accompagnati da disturbi allo stomaco, abbiamo deciso io e mio marito di tornare in Pronto Soccorso.
E di nuovo: una volta arrivata lì, tutto si tranquillizza.
Mi visitano, ed eseguo il monitoraggio.
Nulla, ancora troppo presto: “Ci si rivede domani signora, alla visita di prassi a 41+ 0 settimane”.

 

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One thought on “Ti racconto il mio parto… By Chiara ✿

  • 11 Ottobre 2018 in 16:20
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    È il 28 Dicembre e mi sono trasferita solo da qualche mese in Norvegia, quando scopro di aspettare il mio piccolo. Con mio marito decidiamo subito di farci seguire qui anche se sappiamo che l’iter sarà molto diverso. Niente ginecologo, ma solo un’ostetrica (fantastica) che ci segue per nove mesi, una sola ecografia a 26 settimane e una volta al mese durante il controllo di routine sentiamo il battito e misuriamo la pancia.
    Giungiamo così vicini alla scadenza,io sto bene, per tutti i nove mesi non sto mai ferma tra nuoto, passeggiate, viaggi e anche un trasloco. Quattro giorni prima della scadenza (8 settembre) qualcosa cambia.. Mi sento strana, sono stanca, e decido di fare un riposino pomeridiano ma vengo svegliata da fitte dolorose. Decido di chiamare mio marito, anche se essendo alla prima gravidanza non ero certa di cosa stesse succedendo, mio marito si precipita a casa e andiamo in ospedale, gli dico comunque di lasciare le borse in auto certa che saremmo tornati a casa. Arrivati in ospedale alle 17:30 una simpatica ostetrica è di pronta ad accoglierci, mi visita e scopro di essere a 3cm. Ci invita a rimanere,certa che le cose sarebbero andate avanti veloci, ci fa fare il giro del reparto, ci mostra la camera accogliente e calda in cui saremmo stati per il travaglio e per il parto e mi propone di fare delle docce calde, passeggiare molto e di utilizzare diversi attrezzi presenti in stanza. Arrivati alle 8 di sera però la dilatazione si ferma a 6cm mentre le contrazioni continuano ad arrivare sempre più forti.
    Intanto arriva il cambio turno, una nuova ostetrica si presenta e subito entriamo in sintonia. Resta con noi tutta la notte, non ci lascia mai. A mezzanotte decide di rompermi le acque sperando che la dilatazione riprenda e invece nulla.. Siamo sempre fermi. I dolori aumentano e le contrazioni sono ravvicinate. Decidiamo allora, nonostante la mia iniziale titubanza, di fare l’epidurale. È stata la mia salvezza. Mi rilasso, riposo un po’ e come per magia alle 5:30 del mattino siamo a 8cm, l’effetto del l’epidurale è ormai svanito e io ricomincio a sentire il mio corpo, sento ogni contrazione e finalmente arriva l’esigenza di spingere, ma proprio in quel momento c’è un altro cambio turno. Arriva un altro angelo, quello che mi guida, coinvolgendo attivamente mio marito, fino alla spinta finale e alle 9.15, sento per la prima volta il pianto più bello.. L’emozione più grande della mia vita!

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