Anche se l’ischemia placentare (ridotto apporto di ossigeno alla placenta) ha un ruolo chiave, concorrono nella patogenesi della malattia anche fattori genetici.

I ricercatori australiani hanno ipotizzato che la gravidanza non sviluppi patologia se la donna è in grado di mantenere un equilibrio nella fornitura di ossigeno in risposta ai cambiamenti metabolici fetali.

Quando però la donna ha una ridotta capacità di fornire ossigeno al feto, il rischio per lei e il suo bambino aumenta.
I ricercatori infatti ipotizzano che la patologia potrebbe svilupparsi in risposta a condizioni materne, fetali o placentari che portano ad un ridotto apporto di ossigeno.

Il corpo materno, in risposta a questa condizione, cerca di rilasciare una maggior quantità di ossigeno per sostenere la crescita fetale ma per fare ciò aumenta la pressione sanguigna, danneggiando il suo stesso organismo.

L’ipertensione in gravidanza è un problema globale serio, che interessa ogni anno 13 milioni di donne.
Inoltre la prevalenza della patologia non è diminuita negli ultimi 50 anni nonostante il miglioramento della qualità di vita e delle cure: tutti i ricercatori sono quindi alla ricerca di una teoria unificata che spieghi come mai un numero così elevato di donne sviluppi questa condizione.

 

 

Fonti Bibliografiche

– A. T. Dennis, J. M. Castro. Hypertension and haemodynamics in pregnant women – is a unified theory for pre-eclampsia possible? Anaesthesia, 2014; 69 (11): 1183

– AAGBI. “Pre-eclampsia may be caused by the fetus, not the placenta, says expert.” ScienceDaily. 16 October 2014.

 

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