Nell’adulto la censura di questi sentimenti sarà giustificata con frasi come quella per cui non è virile piangere, non è opportuno arrabbiarsi o quantomeno manifestare il proprio dispiacere agli altri, con lo scopo di mantenere stabile l’immagine di sé formatasi nell’infanzia, spesso dicendo a sé e agli altri di “essere così da sempre”.
Quello che si ignora è che non solo il modo con cui si vede se stessi e gli altri è appreso ma che può anche essere cambiato, sostituendo i pensieri abituali con altri nuovi e soprattutto decidendo di agire in una maniera diversa, rompendo così una routine che viene alimentata dalle scelte personali che in ogni giorno, ora, minuto e secondo si prendono.
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