Il parto in acqua ✿

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Fotografia concessa dalla sala parto dell’ospedale di Desio MI.

 

Può sorgere il dubbio che il neonato, in occasione del parto, possa inalare acqua: a tal proposito è opportuno ricordare che il riflesso apneico è perfettamente funzionante, la respirazione viene inibita dalla presenza di acqua a livello peribuccale.
Nell’eventualità in cui dell’acqua dovesse entrare nel cavo orale, verrebbe stimolata la deglutizione grazie al riflesso faringeo.
E’ indispensabile e rassicurante informare la coppia che, al momento della nascita, il neonato verrà sorretto dall’ostetrica/o che non lo lascerà sott’acqua ma lo farà emergere detergendogli il viso.

Occorre sapere che esistono protocolli di assistenza al parto, sorti dopo lo studio e l’osservazione dei parti in acqua, che prevedono l’immersione della gestante nell’acqua solo nella fase di travaglio attivo, cioè quando la trasformazione del collo uterino è terminata ed è iniziata la dilatazione con la presenza di contrazioni regolari per intensità, durata e frequenza.
Questo protocollo permette di ridurre l’effetto sedante e ritardante dell’acqua calda durante la fase iniziale (prodromi) del travaglio.
Il parto in acqua è controindicato nei casi in cui siano presenti gravi patologie materne o fetali come gestosi, ipertensione arteriosa o iposviluppo e sofferenze fetali.
I protocolli di assistenza al parto degli ospedali, nei casi in cui siano presenti suddette patologie, non prevedono l’utilizzo della vasca per il parto in acqua.

QUALI SONO I VANTAGGI?
Il grande miracolo al femminile è la capacità biologica di procreare.
Questa meravigliosa consapevolezza nella gestante viene amplificata dall’acqua, elemento al femminile, definito la grande madre.
Il rilassamento muscolare e la produzione di endorfine, sostanze naturali con effetto analgesico e miorilassante, viene favorito dall’immersione in acqua calda della gestante.

La partoriente, grazie al rapporto bioenergetico con l’elemento acqua, svilupperà la percezione di un contatto interiore profondo; inoltre l’assenza di stimoli esterni favorirà lo stato di raccoglimento e di riflessione.
Finalmente corpo, psiche e anima sviluppano un perfetto equilibrio ottenendo la produzione di endorfine e di ormoni che regolano le fasi del travaglio in maniera naturale e fisiologica, nel pieno rispetto dei ritmi della donna.
L’ossitocina, ormone indispensabile nell’inizio e nel mantenimento del travaglio di parto, è prodotto dall’ipofisi, ghiandola situata sotto gli emisferi celebrali che ne influenzano la produzione.

Il travaglio e i suoi ritmi sono regolati dalla porzione più antica del cervello… [SEGUE]

 

 

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