Alla ricerca del bambino perduto ✿

papà e figlio

Ognuno di noi adulti ha una parte bambina nascosta e spesso sopita, che può riattivarsi in determinate circostanze, in modo più o meno consapevole, riflettendosi nei nostri comportamenti e nelle relazioni importanti, in particolare nella relazione con i nostri figli.

Con riferimento alla teoria psicologica dell’Analisi Transazionale, nella struttura di personalità di un individuo si distinguono tre Stati dell’io: Genitore, Adulto e Bambino.
Eric Berne definisce lo stato Bambino “l’aspetto più prezioso della personalità” che “riesce a trovare modi sani di autoespressione e gioia (e) può dare il massimo contributo alla vitalità e alla felicità”.

Ad esso sono attribuiti i processi emotivi, intuitivi e creativi che si attivano fin dall’infanzia, evolvendosi poi con lo sviluppo psichico.
Lo stato dell’io Bambino convive in noi per tutta la vita con il Genitore e con l’Adulto, organizzando nel completo la personalità.
È per questo che la “parte infantile” rimane lungo tutto l’arco della vita e, a pensarci bene, diventa essenziale nelle relazioni, in particolare in quelle con i propri figli.

È estremamente importare recuperare l’aspetto ludico e creativo di quello Stato dell’Io Bambino Libero, a cui spesso in età adulta non diamo ascolto.
Proprio dal gioco e dalla creatività nasce la gioia e lo spasso che ci rendono il rapporto con i nostri figli piacevole e meno frustrante: giocare con loro lasciandoci andare è un vero divertimento per tutti, piuttosto che “far finta” di coinvolgerci senza metterci in gioco realmente (e questo i bambini lo avvertono).

Un altro aspetto su cui possiamo riflettere sono i gesti e i comportamenti che rivolgiamo ai nostri figli… [SEGUE]

 

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