Per la miopia occorre giocare all’aperto ✿

 

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Da sempre la miopia è considerata un disturbo di carattere genetico, le cui radici sono legate all’ereditarietà ma che si acuisce soprattutto in seguito agli sforzi a cui viene sottoposta la vista.

E’ il caso, ad esempio, delle ore passate sui libri, che costringono gli occhi a guardare un oggetto ad una distanza ravvicinata per un lungo periodo di tempo.

 

Nel corso di mezzo secolo si è registrato un vertiginoso aumento della miopia, soprattutto tra i bambini, al punto che la sua incidenza pare essere raddoppiata: un recente studio rivela che il 23% dei bambini britannici di età compresa tra 12 e 13 anni sono miopi, rispetto ad appena un 10% del 1960.

 

Questo fenomeno è stato oggetto di numerose ricerche, le quali hanno individuato nella carenza di luce solare la sua causa scatenante.
Sembra infatti che l’abitudine ormai consolidata di trascorrere il tempo libero guardando la televisione, il tablet o il computer, piuttosto che giocare all’aperto, sia la principale responsabile dello sviluppo e dell’elevata incidenza di miopia.

Nonostante gli ambienti moderni siano adeguatamente illuminati dalla luce artificiale, la mancata esposizione alla luce naturale inibisce sia la produzione di vitamina D (in grado di proteggere la vista) sia il rilascio di dopamina nella retina, utile per il corretto sviluppo dell’occhio.

 

Alla base di questo disturbo vi è la difficoltà di messa a fuoco degli oggetti periferici, che comincia a manifestarsi in età scolare; le ore di studio combinate a quelle di svago, spesso passate in cameretta con gli occhi puntati sullo schermo della televisione o di uno smartphone, costituiscono un fattore pregiudizievole per lo stato di salute degli occhi.

Le attrazioni tipiche della società moderna catturano l’attenzione del bambino, il quale trascorre ripetutamente una quantità considerevole di tempo svolgendo occupazioni poco salutari, un tempo che potrebbe essere impiegato per giocare e svagarsi all’aria aperta.

Il fatto che i bambini siano sempre più spesso circondati da libri e pareti desta non poca preoccupazione.

 

La teoria che attribuisce l’aumento della miopia alla mancanza di luce è stata suffragata da un esperimento effettuato presso alcune scuole cinesi, che ha sfruttato come campione dei bambini di età compresa fra i 6 e i 7 anni. Circa 900 studenti, al termine di ogni giornata scolastica, hanno frequentato per 3 anni una lezione di 40 minuti tenutasi all’aperto.

Conclusosi il triennio, i risultati dell’indagine hanno rivelato che l’incidenza di miopia tra i soggetti in questione è risultata notevolmente inferiore rispetto agli studenti non coinvolti nell’esperimento.

Sulla scorta di tale studio, gli esperti asseriscono che i bambini hanno bisogno di esporsi almeno 3 ore al giorno a livelli di luce di circa 10.000 lux al fine di proteggersi dalla miopia.

 

Secondo alcune stime, alla fine di questo decennio si potrebbe assistere ad un sensibile incremento dei miopi fino al raggiungimento dei 2,5 miliardi di soggetti affetti da tale disturbo.

L’aumentata incidenza di miopia tra i bambini ha destato l’attenzione di alcuni Stati che hanno messo in campo nuovi progetti volti a realizzare aule scolastiche dalle pareti trasparenti, con lo scopo di esporre il più possibile gli studenti al sole.

 

Dai genitori ci si aspetta una maggiore attenzione verso questa problematica, che potrebbe essere contrastata incoraggiando i figli a trascorrere più tempo all’aria aperta dedicandosi, magari, all’attività fisica.

 

 

Fonti Bibliografiche

Indoor Lifestyle Making Kids Short-Sighted

 

 

 

 

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