Gli effetti della meditazione sul cervello ✿

Woman relaxing on beach at sunset

 

Gli effetti della meditazione sul cervello, stando ai risultati dei più recenti studi scientifici, variano a seconda delle differenti tecniche di meditazione.

 

In particolare, i ricercatori della Norwegian University of Science and Technology e delle Università di Oslo e di Sydney, sono riusciti a evidenziare i mutamenti indotti a livello cerebrale dai due principali tipi di meditazione: concentrativa e analitica.
La prima tipologia di meditazione prevede una focalizzazione sul proprio respiro o su una serie di pensieri positivi in grado di allontanare quelli negativi.
La seconda tecnica meditativa, invece, si avvale di una concentrazione focalizzata sul proprio respiro o su eventuali suoni permettendo però alla mente di essere libera di vagare da un pensiero a un altro.

 

Lo studio in questione, pubblicato sulla prestigiosa rivista Frontiers in Human Neuroscience, ha permesso di constatare con esattezza come la meditazione analitica sia in grado di attivare l’area del cervello deputata ai processi di pensiero e alle sensazioni che riguardano se stessi.
Al contrario, gli effetti della meditazione concentrativa sul cervello provoca effetti del tutto simili a quelli osservabili nell’area cerebrale durante uno stato di riposo.
In realtà, dal momento che gli effetti della meditazione sul cervello non sono direttamente visibili, gli scienziati hanno condotto la loro indagine utilizzando la risonanza magnetica.
In questo modo hanno potuto analizzare l’attività del cervello di 14 persone durante il riposo o mentre applicavano tecniche di meditazione analitica o concentrativa.

 

I ricercatori hanno riscontrato che, proprio durante la meditazione analitica, la libertà concessa al cervello gli permetteva un’attività superiore rispetto a quella ottenuta con la meditazione concentrativa, più vincolante.
Gli effetti della meditazione analitica sul cervello lo rendono più idoneo a processare emozioni e ricordi.
Un’altra ricerca, pubblicata su Psychiatry Research: Neuroimaging  ha confermato come la meditazione sia in grado di apportare benefici al cervello nell’arco di soli 2 mesi di esercizio meditativo condotto in modo costante.
Utilizzando tecniche di imaging gli scienziati sono riusciti a dimostrare che, trascorso questo periodo di tempo, la materia grigia dell’ippocampo, zona interessata all’apprendimento e alla memoria, aumenta sensibilmente di densità.

 

I volontari hanno applicato per circa mezz’ora al giorno le tecniche meditative suggerite dagli scienziati e, al termine dei due mesi, il gruppo di ricerca ha potuto constatare che anche la zona dell’amigdala, che interviene sull’ansia e sugli stati di stress, mostrava miglioramenti significativi.
Questo risultato, come è ovvio, apre interessanti nuove frontiere nel campo della cura dell’ansia.

 

 

Fonti Bibliografiche

– Nondirective meditation activates default mode network and areas associated with memory retrieval and emotional processing

– Cerebral blood flow changes associated with different meditation practices and perceived depth of meditation

 

 

 

 

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