Carenza di vit. D in gravidanza e rischio futuro carie del figlio ✿

dentizione @La carenza di vitamina D in gravidanza sottopone il nascituro al rischio futuro di carie dentarie.

 

Il processo stesso di sviluppo e di collocazione dei denti, che prende avvio con il terzo mese di vita, ne risentirebbe, provocando la formazione di denti predisposti alla carie.

Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Manitoba, in Canada, e pubblicata sulla rivista Pediatrics.

In particolare, gli autori della ricerca hanno esaminato i livelli di vitamina D in 207 donne incinte, per analizzare, a nascita avvenuta, lo stato di salute orale dei bambini fino a un anno di età.

L’esito è quello ipotizzato dagli stessi ricercatori.

 

I figli di donne con carenza di vitamina D durante la gravidanza sono più degli altri predisposti alla carie.

Nel dettaglio, il 36% dei bambini a rischio ha mostrato almeno un dente cariato nel corso del primo anno di vita. Un ulteriore 22% ha presentato un problema di demineralizzazione dello smalto. In entrambi i casi, si è sempre trattato di bambini di madri con carenza di vitamina D nel sangue, durante la gravidanza.

L’ipotesi successivamente confermata dalla ricerca è sorta alla luce delle scoperte, alcune delle quali recenti, sul ruolo della vitamina D nell’assorbimento del calcio da parte dell’organismo umano.

Una sostanza preziosa per quanto riguarda lo scheletro e gli altri apparati o parti dell’organismo a carattere minerale. Al tempo stesso, era già noto che la gravidanza può di per sé richiedere, in relazione allo stato di salute della madre. Questo in relazione a patologie particolari o, semplicemente, a frequenti rialzi pressori o della glicemia – dovuti allo stato di dolce attesa – col risultato di un maggior consumo della stessa vitamina, che funge da elemento regolatore e di protezione.

 

La gravidanza delle donne con carenza di vitamina D deve essere monitorata con attenzione.
Lo studio dei ricercatori canadesi lo conferma, aggiungendo anche un elemento particolare e importante: la vitamina influenza anche l’apparato dentale del nascituro.

Poiché viene prodotta dalla pelle, l’esposizione della cute ai raggi solari è consigliabile.

 

La vitamina D viene assunta con il cibo, in particolare con il pesce.

Nei casi di carenza più marcati e difficilmente risolvibili è necessario agli integratori alimentari.

Tali integrazioni devono essere concordate con il medico perché l’intossicazione da Vit. D per sovradosaggio, è un pericoloso rischio, ancor più pericolosa della carenza stessa.

 

 

Fonte Bibliografica:

Prenatal Vitamin D and Dental Caries in Infants

Robert J. Schroth, Christopher Lavelle, Robert Tate, Sharon Bruce, Ronald J. Billings, Michael E.K. Moffatt

 

 

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