Bambini: perché bruciare le tappe? ✿

scale

 

Mi guardo attorno e vedo bimbi spronati a diventare grandi appena usciti dalla pancia. Davanti a bambini di tre mesi di vita, ci chiedono se gattona, davanti a bambini di otto mesi, ci chiedono se cammina, e davanti a quelli di un anno, se legge.

 

Che senso ha tutta questa fretta? Perché dovremmo accelerare la loro infanzia? Perché desiderare renderli presto indipendenti?
Il mio ragazzo mi racconta sempre di quanto abbia dovuto “crescere in fretta” e quanto sia stato responsabilizzato in tenera età. Questo ha fatto di lui un uomo maturo quando era ancora ragazzino. Ora ringrazia i suoi genitori per averlo reso ciò che è, ma allo stesso tempo è dispiaciuto di non aver vissuto appieno le gioie dell’essere bambino. E, cosa che a me piace molto, mi dice di voler adottare un altro metodo con nostra figlia.

 

 

La tratteremo da bimba, finché lo sarà.
Ho visto crescere fratelli, cugini e nipoti e so che ad un certo punto ricominciano a fare cose che da tempo non facevano più, come parlare sostituendo le “erre” con le “elle”. Ma è un gioco innocente, crescere spaventa e loro vorrebbero rallentare, rimanendo piccoli, ancora un po’.

 

Esperti dicono anche che esiste la “rincorsa”, cioè quando un bimbo ha imparato una cosa nuova, come dormire nel suo lettino, o abbandonare il ciuccio, e d’un tratto è come se non lo avesse mai imparato e magari ricomincia a poppare al seno dieci volte al giorno! Sembra essere tutto normale. E’ un loro modo di crescere senza fretta, prendendo appunto la “rincorsa” per diventare grandi. Quindi fanno qualche “passo indietro” per correre in avanti…
Così come bimbi guardano cartoni animati da “piccoli” anche se sono banali per loro, o leggono libricini per neonati, quando frequentano le elementari.

 

Se ci pensiamo bene, anche noi adulti a volte amiamo passare del tempo spensierato con attività che non ci si addicono. Vedi le varie consolle per giocare, o i film demenziali…

Tutto nella norma e non ci si deve preoccupare.

 

I bimbi sanno cosa devono fare!
Non dobbiamo avere fretta di vederli grandi, anche perché, con tutta probabilità, proprio i genitori che prima desiderano allontanare e responsabilizzare i propri figli, poi saranno quelli che desidereranno averli accanto quando, a sedici anni o giù di lì, avranno voglia di provare ad essere indipendenti, facendo le prime cose “da grandi”.

 

 

Nicla

 

 

 

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