Attaccamento prenatale: sensazioni d’Amore

acqua prenatale

 

“Ho forti ragioni per essere felice”

“E’ pura gioia questa nuova vita che sta crescendo… un miracolo”

Non sono citazioni di autori famosi, ma “semplici” affermazioni di donne che hanno vissuto la gravidanza con l’inebriante entusiasmo che quest’esperienza merita.

Per “chimica” la donna incinta tende ad essere più affabile e gioiosa. Per “etica” chi le sta intorno contribuisce e collabora alla sua serenità.

E’ usuale sentir intimare ad una donna in gravidanza la tranquillità ed il divieto ad arrabbiature che potrebbero “far male al bambino”. In questo consiglio dal sapore antico, ci sono però concrete ragioni.

 

Winnicot, (psicanalista e pediatra) fu il primo a stabilire l’importanza dello stato d’animo della madre perché influente sul feto, parlando di “ attaccamento prenatale ”.

 

Dal terzo mese, egli sviluppa una capacità sensoriale che lo connette alla madre, rendendolo capace d’assorbirne l’emotività e lo stato umorale.

Tramite la madre le sue prime esperienze intrauterine lo formeranno al suo sviluppo neurofisiologico.

Il feto che nel pancione avvertirà di essere amato, sarà ,con più probabilità un bambino allegro e dotato di fiducia in se stesso. Al contrario, una donna soggetta a stress e turbamenti, rischierà di mettere al mondo un bimbo con problemi di disturbi del sonno e deficit dell’attenzione.

Ovviamente necessaria, in questa fase, è l’iterazione naturale che deve nascere anche con l’altro genitore. Il ruolo del padre potremmo definirlo “polivalente” perché lui stesso fonte per la compagna, di sicurezza e serenità, e al contempo protagonista diretto nella relazione con la piccola vita che cresce.

 

La mano soffice e delicata della mamma verrà ben distinta da quella più grande e sicura del papà, quando insieme carezzeranno il pancione. Il tatto, è infatti, il primo senso percepito nel ventre materno.

In seguito, anche le voci di mamma e papà diverranno suoni rassicuranti, ninne nanne dorate per il cucciolo d’uomo. Ci sarà meraviglia, e scapperà un sorriso quando il papà avvicinando la bocca all’ombelico chiamerà il nome del suo piccolo, ed egli, per tutta risposta si paleserà con un bel calcetto!

 

Instaurare un legame d’affetto col proprio bambino nel periodo “ante-vita” è confermare quotidianamente la scelta di aver generato consapevolmente amore.

Donare amore al proprio bambino prim’ancora di incrociare il suo sguardo è concedersi senza condizioni , è sognare ogni giorno il proprio desiderio sin a quando un vagito ne sancirà la realizzazione.

 

 

A cura della Redazione di Mammole

Le Mammole parlano qui di attaccamento prenatale

 

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