I bambini ammalati e l’Amore che cura ✿

C’è anche un vecchio proverbio che raccomanda un giorno di riposo per ogni giorno di febbre, anche quando ormai non ci sono più sintomi.
Spesso, infatti, ci si ammala per il bisogno di fermarsi e di riposarsi.

Consideriamo, inoltre, che un bambino malato necessita di una riduzione di stimoli, di un ambiente tranquillo capace di far raccogliere le forze necessarie per la guarigione. Questo significa giochi tranquilli, un ambiente ordinato e fresco, tempi più lunghi a letto, cibi leggeri e abbondanti liquidi.

Osserviamo i nostri figli quando sono malati.
Ascoltiamo il loro respiro, come cambia e si trasforma durante il rialzo di temperatura; esaminiamo la tipologia di tosse, controlliamo i loro occhi, le espressioni e il loro pianto. Anche questi sono elementi di diagnosi e ci permettono di capire quello che accade, come si evolve la malattia e se il bambino sta meglio o peggio.

Noi genitori dobbiamo sviluppare l’intuizione e la capacità di osservazione per essere vicini ai nostri figli e accudirli verso la guarigione.
Il rapporto con il medico, poi, è di estrema fiducia; dottore e genitori lavorano, mediante uno sforzo congiunto, per la guarigione del bambino.

La salute e la vitalità dei nostri figli rimangono responsabilità di noi genitori.
Impariamo a vedere i malanni anche in modo positivo: le malattie infantili come una necessità dello sviluppo e la febbre come un processo di rafforzamento.
Perché anche l’amore aiuta a guarire.

 

MammaMichi

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