Storie di Latte: Mamma Federica ✿

Il personale della clinica veniva ogni paio di ore al massimo e mi aiutava ad attaccarlo. Ricordo un dolore fortissimo, a cui non ero minimamente preparata. Non avevo neanche capito che ogni volta che il bambino piangeva dovevo attaccarlo, non cullarlo o stringerlo semplicemente, ma il provare mi provocava un dolore sordo e acuto. Pensai più volte che tutti parlano dei dolori del parto, ma nessuno di quelli dell’inizio dell’allattamento. Quello si che è stato un calvario per me.

Al momento delle dimissioni, il venerdì, Alessandro era calato più del 10% e gli hanno dato latte artificiale. Ci hanno dimessi con riserva, perché anche se stava bene era sceso troppo secondo loro. A casa ho continuato a provare e riprovare, tra pianti miei e urli suoi.
La domenica al controllo era calato ancora.
Sono rimasta lì, chiedendo aiuto al personale.

Mi hanno fatta stare lì, me lo hanno attaccato loro, hanno fatto la doppia pesata: apparentemente tutto bene.
Non serena mi metto in contatto con una consulente dell’allattamento e vado subito da lei. Anche con lei Alessandro si attaccava, o forse ero più serena e sicura io, comunque a casa era un disastro vero.
Ricordo le nottate con lui che urlava e noi stremati a cercare di attaccarlo, ricordo mia suocera poverina che me lo ha fatto attaccare a forza. Sono stati 10 giorni pesantissimi, con le ragadi che mi facevano malissimo e la carne viva sul capezzolo.
Una notte mio marito di corsa andò a prendere sterilizzatore, tiralatte, biberon e latte artificiale da nostri amici: avevo un ingorgo, mi faceva malissimo ed era bollente.

Credo di aver messo qualsiasi cosa su quei poveri capezzoli sanguinanti e gocciolanti latte.
Mio marito ogni volta che Alessandro doveva mangiare, momento da me temuto, accendeva il pentolino dell’acqua per preparare il latte artificiale: non aprimmo mai la confezione.

È stata dura, ma dopo il primo mese è iniziata la discesa.
A me sono guarite le ragadi, il bambino è cresciuto: in principio la sua bocca era troppo piccola e il mio capezzolo troppo grande. Posso dire che i primi sei mesi di allattamento esclusivo sono stati bellissimi: mai avuto prima con un individuo un contatto così stretto ed esclusivo, mai avrei detto che una relazione di interdipendenza reciproca potesse essere così bella e costruttiva.

Non è stato solo il suo piccolo corpo ad essere nutrito, ma anche il mio spirito: ho capito tante cose, ho ribaltato la mia visione del mondo e sono diventata una persona diversa. Stringere quel piccolo e indifeso corpo e vederlo crescere giorno dopo giorno è meraviglioso, perdermi in quei profondi occhi neri è come rubare all’universo un po’ d’infinito.

 

 

Ringraziamo Federica

La storia appartiene alla raccolta di racconti di allattamento della comunità nazionale di Mammole, ogni riferimento a operatori o strutture assistenziali è puramente  casuale.

 

 

 

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