travaglio seduta

 

La data presunta del parto é il 24 aprile… ma già a fine marzo sono stanca, mi sento grassa e impacciata, in più star dietro al mio primogenito di 2 anni e mezzo con questo pancione non è facile! Inizio a sperare nasca con un paio di settimane di anticipo.
Il 2 aprile, giovedì, vado in ospedale per l’apertura della cartella clinica.

 

Mentre vado scherzo col mio compagno dicendo “com’è se mi visitano e mi trovano già dilatata?…”. Arrivo, faccio eco e colloquio con l’ostetrica, tutto ok. Mi visita e… collo completamente appianato e dilatazione di 3 cm abbondanti non ci potevo credere.

Faccio monitoraggio. Qualche contrazione c’è, le sento ma non sono forti.

 

Niente da fare, mi ricoverano. La notte le contrazioni aumentano, ma il resto rimane invariato. A mezzanotte mi metto a letto e le contrazioni spariscono. Un po’ sono sollevata: non ero pronta! Sono solo a 36+6!

 

Insisto per essere dimessa il mattino dopo e mi lasciano andare a casa.
Tutto tranquillo fino a sabato mattina, mi sveglio con gli slip bagnati e continuo a perdere… via in Pronto Soccorso perché ho paura di aver rotto il sacco in alto.

 

Di nuovo visita, monitoraggio… mi ricoverano… ancora!  Il sacco è integro, non ho contrazioni. Alla fine però col ginecologo di turno, mi dimette dicendomi “tanto ci rivediamo al più tardi lunedì, messa così non vai oltre!”
Domenica è Pasqua, pranzo coi parenti e zero contrazioni. Inizio ad avvilirmi, stare in questo limbo di attesa mi snerva. I miei restano a dormire a casa nostra perché dovesse partire il travaglio starebbero col mio primogenito, vanno a letto dicendomi “se stanotte dovete andare avvisate!” Io rido e rispondo che minimo arriverò a termine... di sicuro non sarei andata quella notte!

 

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SEGUE

 

 

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