Neonati estremamente prematuri: possibilità dalle 22 settimane ✿

anche i genitori si ritrovano spesso ad affrontare scelte strazianti, che a volte sono diverse a seconda che l’età del neonato sia di 22 settimane + 1 giorno o + 6 giorni; dallo studio è infatti emerso che in alcuni ospedali si tende ad “arrotondare” l’età gestazionale, e quindi i bambini più vicini alle 23 settimane hanno più probabilità di ricevere i trattamenti di rianimazione.
Ma gli autori ed altri esperti hanno precisato che l’età gestazionale è fondamentalmente un’ipotesi, spesso basata su ricordi delle mamme del loro ultimo ciclo mestruale e/o sulla stima delle dimensioni fetali.
Gli esperti hanno inoltre dichiarato che anche altri fattori, comprese le cure prenatali ed il fatto che i feti femmine sono spesso più maturi rispetto ai feti maschi dovrebbero influenzare le decisioni prese al momento della nascita dei piccoli.

Ovviamente, il neonato estremamente pretermine è un paziente altamente instabile, che deve adattarsi prematuramente alla vita extrauterina e completare lo sviluppo di organi e sensi in ambiente ospedaliero, un luogo artificiale ed insidioso: i rischi di mortalità e morbilità sono molto elevati per queste creature, che potrebbero riportare danni significativi dal punto di vista neurologico, come anche respiratorio, oculistico e metabolico.

Come dichiarato dal Dott. Costantino Romagnoli, Presidente della Società Italiana di Neonatologia, “è molto difficile che un neonatologo ‘lasci perdere’ un bambino, anzi. Ma dobbiamo ricordarci che non siamo onnipotenti e avere la consapevolezza dei limiti da rispettare. Il nostro approccio è di relazione diretta con il nascituro: il bambino che nasce a 23 settimane di gestazione e ha segni di vitalità è sempre rianimato e portato in terapia intensiva.

Di fronte a una nascita a 22 settimane, prima di tutto cerchiamo di capire qual è la vera età gestazionale, sapendo che anche pochi giorni fanno la differenza.
Poi, al momento del parto, teniamo conto dei segni clinici”. Una valutazione secondo scienza e coscienza, fattore oggettivo ed essenziale.
Proprio in considerazione dei risultati riportati da una serie di studi reperibili in letteratura nonché dalla possibilità che il neonato possa godere di vita autonoma già a 22 settimane + 3 giorni, nel corso degli ultimi anni si è aperto il dibattito relativo alla necessità di abbassare il range dell’età gestazionale entro la quale è possibile ricorrere all’aborto terapeutico.
Ovviamente, queste controversie sorgono in virtù di una sostanziale differenza tra le possibilità che la medicina aveva in termini di assistenza al neonato prematuro all’epoca in cui fu proclamata la legge e quelle che invece esistono oggi.
I dati riportati all’interno dello studio statunitense fanno sperare che in futuro, grazie allo sviluppo di nuove e sempre più raffinate tecnologie, le probabilità di sopravvivenza dei piccoli nati prematuramente siano incrementate.

 

 

Fonte Bibliografica

Premature Babies May Survive at 22 Weeks if Treated, Study Finds

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