Tubercolosi infantile, un problema sottovalutato ✿

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La tubercolosi infantile può essere definita come un’epidemia sommersa.

 

L’incidenza risulta decisamente sottostimata in quanto i casi di tubercolosi in età pediatrica (vale a dire in soggetti con età inferiore ai 15 anni) pare siano il 25% in più di quello che si credeva.
A rivelarlo è uno studio effettuato presso l’Università di Sheffield e pubblicato sulla rivista Lancet Global Health.
La ricerca è stata condotta analizzando i dati provenienti da 22 paesi che raccolgono l’80% dei casi totali di tubercolosi nel mondo.
Il motivo principale di questa sottostima è che la conferma diagnostica è piuttosto difficile.
In primo luogo questo è dovuto al fatto che la carica batterica nel paziente è spesso molto bassa e la raccolta dei campioni non è mai semplice.

 

La maggior parte delle volte, infatti, la diagnosi è effettuata in base ai sintomi ed alle radiografie, in altre parole non si ha la certezza ma si presuppone che si tratti di tubercolosi.
Sono pertanto assenti stime dirette dell’incidenza della malattia e l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) crea le proprie stime basandosi esclusivamente sui casi segnalati.
Bisogna ricordare che la tubercolosi è principalmente una malattia tipica dei paesi poveri, luoghi del mondo in cui i servizi sanitari sono scarsi.
Per questo motivo non sempre ci si rende conto dell’avvenuta infezione, difficilmente si prendono provvedimenti per impedire la diffusione del contagio e raramente vengono segnalati i reali casi.

 

Lo studio coordinato dall’Università di Sheffield ha applicato alla propria ricerca un modello matematico combinando vari fattori.
Ad essere presi in considerazione sono stati: le stime della prevalenza di tubercolosi in soggetti adulti, l’esposizione alle comuni infezioni, i casi di tubercolosi in casa, le variazioni dovute all’età, i casi di infezione da virus dell’HIV ed infine le vaccinazioni anti-tubercolosi.
Quello che è emerso è che in 15 dei paesi presi in esame è stato stimato solo il 35% dei casi pediatrici avvenuti.
Tra i 22 paesi presi in esame, inoltre, è stato notato che l’India raccoglie in 27% della totalità dei casi di tubercolosi pediatrica.
I dati e le percentuali sono ottenute dall’applicazione del metodo matematico e da un calcolo effettuato in base alla media di bambini che in famiglia sono stati a contatto con pazienti infetti da Mycobacterium tuberculosis.

 

In sintesi, ciò che emerge da questo studio è che l’incidenza reale dei casi di tubercolosi infantile è nettamente maggiore rispetto a quella dichiarata.
A rimanere in ombra sono soprattutto i bambini più piccoli.
Aver appurato che l’incidenza di tubercolosi pediatrica è superiore alle notifiche pervenute all’OMS, è una buona base di partenza per l’individuazione delle giuste precauzione per la prevenzione a livello internazionale e locale.

 

 

Fonte Bibliografica

 

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Redazione Mammole

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