Non sapevo se ridere o se urlare dal male!
Mi fanno il tracciato e mi visitano, ma non sono le contrazioni quelle giuste.
Ma poi arriva la ginecologa per il controllo di routine e lei invece non è convinta del poco liquido che ho e sentenzia “la ricovero e domani iniziamo l’induzione…”
Mia madre, fuori dall’ambulatorio mi ha sentito a singhiozzare con l’ostetrica che mi consolava.
Così il primo aprile alle 5 del mattino sono nella mia camera. Rimango, senza nulla che accada fino alle 23 dove mi inseriscono il palloncino per iniziare la dilatazione meccanica. Ricordo il ginecologo che aveva capito la paura che avevo e rideva e rideva… era un simpaticissimo dottore!
Per fortuna che c’era lui!.. mi ha anche detto ” signora se non rilassa i muscoli mi rompe lo speculum! ”
Dopo 12 ore dovevo togliere il palloncino ma non aveva avuto l’effetto sperato.
Solo 2,5 cm di dilatazione e collo dell’utero appianato al 40%.
Iniziano così una serie di bicchierini da bere che dovrebbero provocare le contrazioni. Un bicchierino ogni 3 ore. Considerando che si deve fare mezz’ora di tracciato prima e dopo, sono stata praticamente sempre in sala parto!
Fino al secondo bicchierino io non sentivo niente, nessuna contrazione.
Stavo benissimo… SEGUE



Un pezzo di cuore l’ho lasciato in questo reparto.Sono entrata in ospedale il 6 agosto per un problema di sospetta pre-eclampsia diagnosticata con certezza nei giorni successivi dopo i dovuti esami. Dopo aver avuto tale diagnosi arriva la comunicazione che non sarei stata dimessa se non dopo l’arrivo del mio Andrea.
Il 18 ho iniziato l’induzione, un fallimento dopo l’altro.
Così Il 22 ho iniziato con l’ossitocina fino all’1 del 23 quando ho mollato e ho chiesto il cesareo. Andrea nonostante gli 8 cm di dilatazione non sarebbe mai sceso perché, pur essendo cefalico guardava verso l’alto anziché verso il basso.
Alle 2 di notte abbiamo iniziato il cesareo e alle 2.20 è nato lui, Cianotico e infreddolito, ma finalmente era arrivato.
Il 26 siamo stati dimessi, dopo 20 giorni di pensieri, ansie, ogni tanto un pizzico di scoraggiamento, durante i quali non sono mai stata sola.
Ringrazio le ostetriche che mi hanno seguita in reparto, sempre disponibili e sorridenti anche nelle prime ore del giorno o durante la notte.
Ringrazio Alessandra, Carlo ed Elena che mi hanno accompagnata durante il mio lungo e doloroso travaglio, con tenacia, forza ma anche e soprattutto con tanta dolcezza e tenerezza.
Grazie a chi si è preso cura del mio piccolo con passione e dedizione.
Grazie all’anestesista che mi ha seguita in sala operatoria.
E infine grazie ai miei 2 angeli custodi che hanno fatto nascere il mio gigante, la dottoressa Denise e il mio caro dottor Zambetti.
Siete stati tutti la migliore scelta che potessi fare per la nascita del mio Andrea.
Sono stata Ricoverata per un problema e sono stata dimessa con un dono.