Ti racconto il mio parto… by Veronica ✿

Vorrei iniziare il mio racconto un po’ prima del parto; sì, perché nel mio racconto del parto mi sento di includere quella parte della mia gravidanza in cui ho scoperto che non avrei partorito. Spesso ho visto demonizzare il parto cesareo (e in molti casi giustamente), ma molto spesso si dimentica quella fetta di mamme che non possono far diversamente: le mamme podaliche.

 

Letta in un blog ho subito fatto mia questa definizione, mi è subito piaciuta; mia figlia era podalica ma era un po’ una situazione condivisa, una strada che comunque avremmo dovuto percorrere insieme nel bene e nel male, il suo essere podalica era insomma affare condiviso. Ci saremmo dovute sentire inappropriate insieme, lei non si era girata e io non l’avevo “convinta”; ci saremmo dovute sentir dire insieme “beata te, non farai fatica” e “beata lei, non avrà traumi”, mandando giù il rospo con un sorriso.

 

Ci abbiamo provato in ogni modo, moxa, gambe all’aria, osteopatia e infine rivolgimento, ma non ci siamo riuscite, o meglio siamo finite a percorrere un’altra via, un’altra via che ci ha portate comunque ad abbracciarci.

 

Io dopo il verdetto di “rivolgimento fallito” ho versato un sacco di lacrime, perché io mia figlia volevo partorirla, volevo che fosse lei a decidere quando nascere e non un protocollo ospedaliero, non io, non i medici.

 

Volevo farmi il mio travaglio a casa con luce soffusa e musica, volevo che il mio compagno vedesse mia figlia nascere, sentisse il suo primo vagito. Ma è andata così. A 39+1 ho finito per fare il cesareo.

 

Ecco, è stato proprio in quei giorni che ho deciso che io la mia storia avrei voluto raccontarla, no anzi, gridarla. Sono pochi i blog ostetrici che offrono sostegno a noi mamme podaliche. Per fortuna l’ostetrica del corso preparto ha fatto di tutto per farmi stare meglio, per farmi capire che poi alla fine il risultato non sarebbe cambiato, mi ha ripetuto all’infinito che dovevamo “stare a quello c’era”, che avrei abbracciato comunque la mia piccola.

 
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Non tutti hanno la fortuna di avere il parto che desiderano. Mi sono colpevolizzata all’infinito e ora posso dirlo, ho spesso colpevolizzato anche lei: di 13 mamme ero l’unica con la figlia che non aveva trovato la via d’uscita. Quando l’ho abbracciata per la prima volta, anzi, quando me l’hanno fatta vedere già avvolta nelle traverse della sala operatoria ho capito che sì, io ero una mamma podalica, lei una figlia podalica, il destino aveva deciso così.

 

Era comunque la cosa più bella mai capitata nella vita. Non era colpa mia e non era colpa sua. Era la nostra storia. Il nostro travaglio è durato dal giorno del rivolgimento mancato a 12 giorni dopo, quando ci siamo incontrate. In questi 12 giorni abbiamo litigato e fatto pace, ci siamo preparate a dividerci e ad amarci ancora di più dopo.

 

Una mamma podalica

 

 

 

 

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I dettagli sui nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.

I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente alla redazione segreteria[at]mammole.it e la pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali. I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita preciso, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto nella specifica struttura.

 

 

 

 

 

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Una risposta a “Ti racconto il mio parto… by Veronica ✿”

  1. Margherita

    Grazie mamma podalica per questo tuo racconto.
    Io sono alla seconda gravidanza.
    La mia prima bimba si è girata subito, e nonostante la paura che avevo nei mesi precedenti, il parto naturale che ho avuto è stato meraviglioso. Sono stata fortunata, è andato tutto bene e non è durato tanto. Ed è stata la cosa più bella che io abbia mai fatto in vita mia.
    Ora sono alla fine della mia seconda gravidanza, e questa seconda piccolina non è ancora girata “giusta”.. Si prospetta il cesareo. Ci sono rimasta molto male perché mi aspettavo di ripetere un parto naturale. La sensazione di non poter dare io alla luce la mia bimba mi rende un po’ triste.
    Per questo ti ringrazio, perché mi ritrovo in ogni parola che hai scritto. E abbracciarla mi farà superare ogni cosa

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