TI RACCONTO IL MIO PARTO… BY FEDE✿

Mi ricoverano, erano già le 2 e qualcosa.
Arrivano mia mamma e mia sorella Francesca, ma io sono in un altro mondo, mi danno fastidio le domande, rispondo con si, no, mmmh… i dolori non si fermano, male alla schiena. Mia mamma e mia sorella vanno via, ma l’avrei voluto con me ma non riuscivo più a connettere e non avevo le forze per dirglielo.

Simone faceva avanti e indietro per la stanza, ogni tanto mi accarezzava la testa e poi continuava a fare avanti e indietro.
Io mi sentivo solo meglio stando seduta sul gabinetto, perché poi mi pareva che mi scappasse sempre la pipì, ad un certo punto mi asciugo e trovo sangue sulla carta igienica.
Chiamo Simone che era fuori dal bagno “ti prego chiama qualcuno, io sto per partorire”. Intanto mi vengono dei brividi, la voglia di vomitare e anche di spingere, arriva un ostetrica che mi dice subito di alzarmi da quel gabinetto ma io non sento, sono sempre in un altro mondo.
Poco dopo arriva il mio angelo custode, la mia ostetrica Lisa (meravigliosa Lisa) che mi stende sul letto e mi controlla, sento che dice oh mamma è dilatata tutta e io ritorno dal mio mondo.
Arriva con la sedia a rotelle, con una mano mi aiuta a sedermi e con l’altra estrae dal cuscino una fodera e l’appoggia sulla sedia a rotelle, ricordo quel corridoio.
Erano le 15.30 ed entro in sala parto, mi aiuta a salire su quella poltrona xxxl che a me pare un’astronave, mi fa mettere sul fianco sinistro e mi attacca il monitoraggio.
Ad un tratto mi dice di assumere questa posizione (simile a quella che usano le estetiste quando sei incinta) con la gamba destra tirata su tutta e messa sopra a quella sinistra e ad un tratto mi dice, adesso sentirai un tonfo, sono le acque che si rompono, non ti spaventare e in quel momento mi è sembrato di essere in una piscina, dove qualcuno aveva appena fatto un tuffo a bomba.
Inizio con le spinte, emozionanti davvero.
Lisa mi ha aiutato tanto, io seguivo tutto quello che diceva di fare, ansimare, non urlare che non serve  a niente… io sentivo che ad ogni spinta Davide si avvicinava sempre più a me.
Voleva nascere e io l’ho aiutato in tutti i modi.
Lisa diceva questo bambino corre come un treno… SEGUE
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