Ti racconto il mio parto… by Debora ✿

Sono alla seconda gravidanza: a parte un piccolo distacco amnio coriale iniziale, tutto scorre benissimo e anche velocemente, perché sono a casa ma ho una piccoletta abbastanza vivace di un anno a cui badare.

 

Arriviamo così alla 39 settimana ma tutto ancora è fermo: solo il collo leggermente più corto. Il tempo finisce il 20 luglio e spero soltanto di non andare troppo oltre, visto che fino ad ora il caldo è stato abbastanza sopportabile. Il 21 luglio è un sabato, mio marito è a casa e con la bimba ne approfittiamo per rimanere un po’ più a letto.

 

Alle 10 mi alzo e mentre preparo colazione per tutti avverto dei “doloretti”, ma li considero il giusto perché credo che possano smettere da un momento all’altro: insomma non mi voglio illudere. Facciamo colazione, preparo pranzo, mangiamo e ritorniamo sul letto per addormentare la bimba. Sdraiata non ci sto molto bene, cambio posizione frequentemente e verso le 4 mi faccio una doccia. A mio marito dico che sono contrazioni leggere e che ci rimanderebbero sicuramente a casa.

 

Aspettiamo ancora e verso le 17’30 usciamo a fare una passeggiata. Alle 19 qualcosa stava cambiando e così dubbiosi decidiamo di partire. Accompagniamo la bimba dai miei suoceri, la saluto e appena salgo in macchina mi scendono dei lacrimoni che non riesco a fermare…sto concretizzando che sono in pieno travaglio e che la nostra vita sta per cambiare ancora una volta.

 

In 40 minuti di macchina le contrazioni sono diventate molto forti. Entriamo in reparto, mi fermo ad ogni contrazione e respiro, mi visitano e sono già di 8 cm. Mi accompagnano a corsa in sala parto, mi spoglio e dopo una contrazione un ostetrica dolcissima mi dice di assecondare la spinta.

 

In quell’istante ho realizzato che il mio bambino aveva voglia di farsi conoscere di lì a poco. Inizio a spingere durante la seconda contrazione in sala, alla terza esce la testa e la quarta sembra tardare ad arrivare ma appena arriva spingo e il mio bambino eccolo subito appoggiato su di me tra le mie braccia.

Me lo stringo e cerco di consolarlo.

 

È stato un parto veloce, un travaglio che auguro a tutte, una fase espulsiva in cui la velocità degli eventi non mi ha permesso di gustarmi il susseguirsi delle emozioni.

Una sensazione un po’ strana che mi ha lasciato un po’ la bocca amara. Il frugoletto che ci ritroviamo tra le braccia annienta ogni sensazione negativa…e ora piccolo amore nostro buona vita insieme!!!

 

 

 

 

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I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente alla redazione segreteria[at]mammole.it e la pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali. I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita preciso, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto nella specifica struttura.

 

 

 

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