Ti racconto il mio parto… By Anna ✿

Era il tardo pomeriggio del 13 novembre, quando ho avvertito una sensazione di bagnato sugli slip.

Mi sono lavata ed ho cambiato la biancheria, tuttavia dopo neanche 3 secondi ero nuovamente bagnata. Pensavo fosse pipì, ma mia mamma, saggiamente, ha ipotizzato che potevano essersi rotte le acque e mi ha consigliato di andare insieme in ospedale.

 

Dopo aver fatto una lunga e rilassante doccia, ci siamo recati in Pronto Soccorso.

Qui ho iniziato la procedura standard e, dopo un breve controllo, ecco il verdetto: avevo rotto il sacco e dovevo essere ricoverata. I medici mi hanno informata che, se non fossero iniziate spontaneamente le contrazioni, avrei dovuto cominciare l’induzione del parto dopo le 24 ore dalla rottura delle membrane. Nell’attesa, mi hanno consigliato di riposare, ma, non essendo nel mio letto, ovviamente non sono riuscita.

 

L’idea dell’induzione è rimasta un vago ricordo: durante la notte sono partite le contrazioni.

La mattina ho avvisato mio marito che la situazione era cambiata e gli ho chiesto di venire in ospedale da me, sapevo che si stava smuovendo qualcosa. Ho chiamato l’ostetrica e le ho raccontato della mia situazione. Lei, serafica, mi fa capire che non sono ancora in travaglio. Mi consiglia di rilassarmi il più possibile e di cercare di riposare ancora un po’.

 

Mia mamma e mio marito sono arrivati nella mia stanza.

Ho cercato di distrarmi con qualche chiacchiera, ma quando arrivava il dolore mi dovevo fermare. Non poteva mancare la nausea al mio primo parto. Ho rimesso all’istante, mi sentivo molto in imbarazzo. L’ostetrica, gentilmente, mi ha proposto di andare in sala parto per fare una doccia.

 

Sono entrata in doccia e mi sono seduta sulla palla.. ahhh che sollievo!

L’acqua calda e i massaggi sulla schiena, mi sentivo in un altro mondo. Le contrazioni erano ancora presenti, ma sopportabili. Riuscivo a gestire bene il dolore. Il tempo è passato e non me ne sono accorta. L’ostetrica mi ha chiesto di uscire dalla vasca per una visita.

 

Fuori dall’acqua è tutto diverso: sono rincominciati i dolori.

Ho avuto un secondo episodio di vomito. Alla visita mi hanno detto che la dilatazione è avanzata, ma non tanto quanto speravo. Io sentivo già il desiderio di spingere e qualche minuto più tardi l’ostetrica mi ha chiesto se volevo entrare in vasca.

 

La situazione era idilliaca: la musica classica in sottofondo mi cullava mentre l’acqua calda della vasca mi coccolava e mi aiutava a gestire le contrazioni.

La sensazione di spinta si faceva più forte, così l’accompagno, sotto la guida della mia ostetrica.

 

Alle 12.48 è nata la mia prima bimba, un parto in acqua veloce dove la tranquillità è stata la mia forza.

 

Sono rimasta lì qualche minuto ad osservare quella minuscola creatura, assomigliava tantissimo sia a me che a mio marito.

Era tutto meraviglioso. Mi avevano raccontato diverse esperienze di parto. Io me ne ero fatta un’idea completamente diversa, ho sempre pensato al peggio. Non avrei mai immaginato questa esperienza.

 

Siamo usciti dalla vasca.

Io ho sempre tenuto la mia bimba in braccio. Ci adagiamo nel lettino a riposare, da sole, io e lei.  È stato tutto meravigliosamente bello, ringrazio di cuore le ostetriche che ci hanno seguito.

 

 

 

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