Tutto procedeva in maniera molto lenta: alle 14 del pomeriggio ero ancora dilatata di soli 2,5 cm, volevo l’epidurale. Mi viene somministrata l’anestesia e poco dopo ho ripreso a respirare!
Sono state le 2 ore più tranquille della mia vita: le ho trascorse bevendo thè caldo e mangiando crackers di riso leggermente salati, che da quel momento sono diventati il mio snack preferito. Era l’unica cosa che Paolo aveva trovato ai distributori dell’ospedale.
Dopo qualche ora ho ricominciato a sentire dolore: stava terminando l’effetto dell’anestesia. Mi hanno fatto due rabbocchi, ma il tipo di dolore stava cambiando: sentivo il bisogno di spingere, ma non era ancora il momento per farlo. Un’ostetrica di passaggio si è seduta al mio fianco e mi ha incoraggiata ad avere pazienza ed aspettare: durante le spinte mi sarei sentita più partecipe.
Verso le 19 ho iniziato a spingere in diverse posizioni: seduta, sdraiata, sulla palla, a terra, in ginocchio. Il piccolo se la prendeva con comodo. Solo dopo abbiamo scoperto che aveva un giro di cordone ombelicale intorno al collo. Alle 21:20 l’ostetrica mi ha detto che ci saremmo presi gli ultimi 10 min di tempo: se non fosse nato avremmo dovuto fare un taglio cesareo.
Ero combattuta… SEGUE


