Accettazione in pronto soccorso, diagnosi: rottura del sacco amniotico e liquido tinto, dilatazione di un solo centimetro e nessuna contrazione. Lui non aveva alcuna intenzione di uscire dal suo, nostro, salotto. Eppure entro 24h, in un modo o nell’altro, doveva decidersi a farlo.
Quando ho realizzato che la mia speranza in un parto veloce e “indolore” sarebbe rimasta solo un bel sogno, è iniziata anche la nostra avventura più bella. A tratti lunga e dolorosa, ma emozionante allo stesso tempo.
Alle 6 del mattino, dopo una leggera colazione e un veloce saluto a mamma, che è rimasta in sala d’attesa, mi sono recata in sala travaglio-parto. Non avevo contrazioni regolari ed ero abbastanza tranquilla perché, da inesperta, credevo che il travaglio fosse già iniziato, mi domandavo se la mia soglia del dolore fosse davvero così alta o se avevo avuto la fortuna di un parto indolore… ero proprio inesperta!
Ho svolto un tracciato, ma per il momento avvertivo solo lievi contrazioni molto distanziate tra loro. La giovane ostetrica al mio fianco mi ha preparato a trascorrere molte ore in loro compagnia. Io ero abbastanza tranquilla, forse solo per rassegnazione.
Nessun cambiamento fino a tarda mattinata, quando hanno deciso di indurre il parto. Hanno chiamato il compagno per farmi compagnia. Dopo pochi minuti l’ho visto entrare in stanza con il camice verde.
Tra paura ed emozione a stento sono riuscita a trattenere le lacrime. Pochi minuti dopo la somministrazione dell’ossitocina ho iniziato a cambiare idea sulla mia soglia di sopportazione del dolore.
Tutto procedeva in maniera molto lenta… SEGUE


