L’intento dei ricercatori era limitare gli attuali falsi positivi prodotti dal test della fibronectina fetale e riuscendo a individuare con la maggior esattezza possibile, quali fra le donne ricoverate stiano effettivamente per partorire e necessitino delle cure del caso e quali, al contrario, dopo aver ricevuto le cure di supporto, possono far ritorno a casa.
I ricercatori hanno preso in esame tramite la tecnica di microarray i profili genici delle 154 donne che si sono sottoposte all’esperimento.
L’analisi è avvenuta entro le 48 ore a partire dal momento del ricovero con la diagnosi di possibile parto prematuro. Gli studiosi si sono posti come obiettivo l’individuazione dei geni che risultano associati a un eventuale parto pretermine spontaneo entro due giorni dal ricovero.
I risultati hanno permesso di individuare ben nove geni che, nel 70% dei casi, potrebbero consentire di individuare le donne a rischio di entrare effettivamente in travaglio. Il test ematico in questione potrebbe quindi avere una grande rilevanza scientifica ed essere utilizzato a breve nei reparti di ostetricia.
Fonte Bibliografica Primaria
Whole Blood Gene Expression Profile Associated with Spontaneous Preterm Birth in Women with Threatened Preterm Labor


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